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Vipere già in azione: primo morso del 2026 con un mese d’anticipo

Una bambina di 10 anni punta in Lessinia: dimessa dopo 24 ore, ma l’allerta cresce con il clima mite

Vipere già in azione: primo morso del 2026 con un mese d’anticipo

I medici del Centro Antiveleni di Verona, da sinistra i dottori Losso, Bacchion, Ricci e Drezza

La stagione delle vipere si apre in anticipo nel 2026, segnando un record negli ultimi anni. Lo scorso sabato, in Lessinia, una bambina di 10 anni è stata morsa alla mano da una vipera, probabilmente sorpresa durante la fase di risveglio dal letargo. L’episodio, risoltosi senza complicazioni, riporta però l’attenzione sugli effetti delle temperature miti e sulla necessità di prudenza all’aria aperta: con l’arrivo della primavera e il risveglio della fauna selvatica, infatti, il rischio di incontri aumenta, pur restando eventi rari.

La piccola è stata immediatamente soccorsa e presa in carico dal Pronto soccorso pediatrico, con il supporto del Centro Antiveleni Aoui diretto dal dottor Giorgio Ricci. Il suo quadro clinico è apparso fin da subito rassicurante: dolore localizzato e un lieve gonfiore alla mano, senza sintomi sistemici né peggioramenti durante l’osservazione. Seguendo i protocolli previsti per i morsi lievi, i medici hanno optato per monitoraggio clinico ed esami di laboratorio, senza ricorrere all’antidoto. La bambina è stata dimessa il giorno successivo, completamente ristabilita.

Secondo gli specialisti, il dato più rilevante è l’anticipo con cui si è verificato il primo caso: almeno un mese prima rispetto alla media. Le temperature insolitamente miti delle ultime settimane hanno favorito l’uscita anticipata delle vipere, ancora in una fase delicata dopo il letargo. Un fenomeno simile si era registrato nel 2023, ma in quel caso l’anticipo era limitato ad aprile.

Al Centro Antiveleni è comunque disponibile un antidoto di nuova generazione, basato su frammenti anticorpali, da utilizzare solo nei casi più gravi. Oggi i morsi di vipera restano eventi rari e, nella maggior parte delle situazioni, si risolvono senza conseguenze serie.

Resta però fondamentale la prevenzione. Gli esperti raccomandano di prestare attenzione durante passeggiate ed escursioni, evitando di mettere mani e piedi in zone a rischio come erba alta, pietraie, muretti a secco o cataste di legna.

“Questo caso si è risolto nel migliore dei modi, senza necessità di antidoto”, sottolinea il dottor Giorgio Ricci. “Ma il cambiamento delle temperature incide anche sulle abitudini degli animali. Serve prudenza: la natura si sta svegliando e qualcuno potrebbe non aver ancora preso il caffè”.

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