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Ricorrenza dell'eccidio di Malga Bala
28.03.2026 - 23:48
Rosolina: Eccidio di Malga Bala
Durante la commemorazione dell’82° anniversario dell’eccidio di Malga Bala, il parroco ha proposto la causa di beatificazione per i dodici carabinieri
Il 25 marzo scorso Rosolina ha commemorato l’82° anniversario dell’eccidio di Malga Bala, oggi Slovenia. Dodici giovani carabinieri persero la vita nell’adempimento del loro dovere. Tra loro Antonio Ferro che insieme agli altri undici commilitoni, sono stati decorati con la Medaglia d’Oro al Merito Civile “alla memoria”.
La mattinata è iniziata al cimitero di Rosolina, dove Claudio Polello, della banda musicale Vincenzo Bellini – di cui faceva parte anche Antonio Ferro – ha suonato il saxofono, accompagnando il silenzio dell’Arma e di tutti i familiari di Antonio Ferro davanti alla sua tomba. Il momento di raccoglimento ha introdotto con naturalezza la cerimonia principale, che si è poi spostata nella piazza a lui intitolata a Volto di Rosolina, davanti al cippo dedicato ai ‘Carabinieri caduti per la patria nell’adempimento del loro servizio’.”

A presenziare, oltre al prefetto Franca Tancredi e al vice questore Maria Olivieri, c’erano tutte le forze dell’ordine, dalla Guardia Costiera di Porto Levante alla Guardia di Finanza, numerosi comandanti di stazione dei carabinieri della provincia, la polizia locale di Rosolina, i labari delle associazioni combattentistiche e d’arma, e i bambini della scuola di Volto. La loro partecipazione ha dato vita a un momento in cui memoria, autorità e cittadinanza si sono incontrati in un unico filo emotivo.
Il prefetto di Rovigo Franca Tancredi ha affermato:
“Celebriamo le persone, la loro umanità, la loro fedeltà al dovere, il loro valore silenzioso” per poi aggiungere“ Il nostro compito, come istituzioni e come comunità, è duplice: il primo è custodire la memoria, perché la memoria è un atto di giustizia. È restituire un volto, una voce, una storia a chi è stato travolto dalla brutalità della violenza. È impedire che l’oblio diventi complice di ciò che non deve ripetersi. Il secondo compito è trasformare questa memoria in responsabilità. Viviamo in un’epoca in cui la pace, che siamo abituati a considerare stabile, non è mai garantita per sempre. I conflitti che vediamo nel mondo ci ricordano quanto la convivenza civile, il dialogo e il rispetto reciproco siano beni fragili, da difendere ogni giorno.”
Le parole del prefetto hanno introdotto con naturalezza l’intervento del sindaco Michele Grossato, che ha sottolineato: “Un atto di responsabilità ricordare il Carabiniere Antonio Ferro, figlio della nostra terra, di Rosolina. A lui oggi rivolgiamo un pensiero particolare, perché nel suo sacrificio riconosciamo non solo una storia individuale, ma il simbolo di un dovere portato fino alle estreme conseguenze.”
A seguire, il colonnello Campora ha ripercorso la vicenda dei dodici carabinieri, ricordandone il sacrificio e il coraggio, offrendo così un quadro storico e umano che ha reso ancora più vivi i ricordi dei presenti.
Don Francesco Andrigo, parroco della parrocchia Santa Maria Vergine del Rosario di Volto di Rosolina, ha poi preso la parola prima di benedire il cippo, osservando:
“Abbiamo tutti un po’ di commozione dopo il racconto della vicenda da parte del colonnello. Ricordiamo 12 carabinieri, uccisi in quel modo. 12 come il numero degli apostoli. Mamma mia qui dobbiamo aprire la causa di beatificazione, bisogna farli beati i carabinieri. Sarebbe Bello. Perché chi dà la vita in quel modo, imita Cristo che ha dato la vita per l’umanità, il versare il sangue è il segno più alto della donazione. Non c’è amore più grande di colui che dà la vita. Un giorno, durante la mia visita alla sorella Natalia, ho visto una cartolina dove Antonio parla di Dio, con parole di fede.”

La cerimonia ha trovato il suo coronamento nell’intervento dell’assessore Sara Biondi, che ha messo in luce il coinvolgimento dei ragazzi della scuola media, collegando memoria storica e formazione civica:“La commemorazione organizzata, qui a Rosolina, ha avuto un significato ancora più profondo grazie al coinvolgimento della nostra scuola. I nostri ragazzi hanno saputo trasformare la memoria in linguaggio vivo: con disegni, un podcast, brochure e un fumetto, dedicato alla vita di Antonio Ferro. È proprio qui che la memoria diventa futuro: quando le nuove generazioni la accolgono, la rielaborano e la rendono parte della propria crescita. Perché ricordare non è solo un dovere, ma un atto educativo che costruisce cittadini consapevoli.”
Nell’occasione il Comune ha provveduto a stampare le brochure e il fumetto realizzati dagli alunni del plesso scolastico “ Marin Sanudo il giovane “ di Rosolina, che sono stati distribuiti agli studenti e alle istituzioni presenti.
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