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Possiamo parlarne? a Curtarolo, educazione affettiva per corpo, emozioni e consenso

Educazione affettiva a scuola: corpo, emozioni e consenso in un percorso guidato da professionisti

Possiamo parlarne? a Curtarolo, educazione affettiva per corpo, emozioni e consenso

Si è svolto nelle passate settimane il progetto “Possiamo parlarne? Corpo, emozioni e relazioni”, il percorso di educazione affettiva rivolto agli studenti delle classi seconde e terze della scuola secondaria di primo grado “P. B. Longo” di Curtarolo, avviato lo scorso gennaio e finanziato dall’amministrazione comunale.

L’iniziativa, accolta con convinzione dalla scuola, ha rappresentato un’importante occasione di crescita e confronto per i ragazzi, che hanno partecipato a tre incontri della durata di due ore ciascuno, guidati da professionisti qualificati della cooperativa sociale Gruppo R di Padova. Durante il percorso sono stati affrontati temi centrali per questa fase di sviluppo: la conoscenza del proprio corpo, i cambiamenti dell’adolescenza, la gestione delle emozioni, il rispetto di sé e degli altri, le relazioni e il valore del consenso. Gli esperti hanno creato uno spazio protetto di dialogo in cui i ragazzi hanno potuto esprimere dubbi e riflessioni in modo libero. Il progetto ha avuto l’obiettivo di fornire strumenti concreti per aiutare i giovani a comprendere meglio sé stessi e le dinamiche relazionali, promuovendo responsabilità.

L’educazione affettiva e quella legata alla sfera dell’intimità, infatti, non riguardano soltanto gli aspetti biologici, ma si inseriscono in un percorso più ampio di formazione della persona, contribuendo a prevenire situazioni di disagio e a favorire relazioni sane. Positivo il riscontro raccolto tra gli studenti e il corpo docente, che ha riconosciuto l’utilità di un intervento strutturato e condotto da professionisti competenti. L’amministrazione comunale ha ribadito l’importanza di investire in progetti educativi di qualità, sottolineando come tali iniziative si pongano in un’ottica di collaborazione e corresponsabilità educativa con le famiglie. “Possiamo parlarne?” rappresenta un investimento sul futuro per costruire una comunità più inclusiva.

(CRI.S.)

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