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23.01.2024 - 09:31
Un intervento di restauro ha permesso all’organo Pugina di tornare a funzionare al meglio, nella chiesa di San Lorenzo in Roncon. E, come per tutti gli eventi belli, è stata organizzata una festa: l’inaugurazione è stata allietata dalle note dell’organo che ha suonato per mezzo della musicista Flavia Fabris, e dalle voci della Choralis Nova diretta dal maestro Angelo Rizzante nel contesto del concerto “Bentornato Pugina”. Questo concerto si è svolto a ridosso del Natale, ma è stato solo il primo di una serie di appuntamenti che saranno proposti nel corso dell’anno. L’organo Pugina della chiesa di San Lorenzo trae il nome dal suo costruttore: Antonio Pugina è stato l’ultimo di una famiglia di organari padovani e lo realizzò presumibilmente tra il 1939 e il 1940. Suona nella chiesa di San Lorenzo ad Albignasego dal 1983, mentre un precedenza si trovava nella chiesa parrocchiale di Ponte San Nicolò: fu ceduto da quest’ultima parrocchia alla chiesa albignaseghese perché sostituito con uno strumento nuovo e più grande. Nel corso dei decenni lo strumento è stato sottoposto a regolare manutenzione con diversi interventi, di cui uno nel 1945 e un altro nel 1962. Il restauro da cui è reduce è stato sostenuto dagli stessi parrocchiani e promosso da un comitato animato da Lia Pila e Pierluigi Quaggiotto. Il restauro è iniziato circa un anno fa con degli aggiustamenti al suono che risultava non in linea con le potenzialità dello strumento. È pertanto intervenuta una ditta specializzata in realizzazione e restauro di organi, che ha ripristinato tutta la parte pneumatica del Pugina, riqualificandolo e rendendolo di nuovo efficiente e brillante nel suono. L’organo della parrocchia di San Lorenzo è uno strumento musicale di dimensioni contenute, con sei registri sonori per un totale di 409 canne e una consolle di comando di tipo pneumatico tubolare con una tastiera composta di 58 tasti e una pedaliera formata da 27 tasti. «Il restauro dell'organo, necessario in sé e anche per il problema dei tarli che avrebbe insidiato i banchi della chiesa appena messi in ordine, è stato deciso dopo un periodo di "discernimento comunitario", di confronto cioè tra diverse idee (compresa quella di alienare lo strumento) e proposte di soluzione – riassume don Cesare Contarini, parroco di San Lorenzo -. Alla fine un piccolo comitato ha assicurato che i soldi si sarebbero trovati senza gravare sul bilancio della parrocchia (che deve ancora concludere il mutuo per i lavori di ristrutturazione della chiesa compiuti del 2019): e così è stato! In nemmeno dieci mesi si è trovato il necessario, circa 25 mila euro, grazie anche a un contributo della Regione Veneto e a un'elargizione della Bcc Patavina. Ottima la collaborazione con il titolare (Daniele Michelotto) e gli artigiani della "Fabbrica Michelotto Francesco". Nel 2024 seguiranno concerti, uno al mese, per valorizzare lo strumento restaurato in un contesto culturale, artistico e religioso. E ci metteremo alla ricerca di qualche organista»
, anticipa don Cesare.Edizione
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