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Cause e strategie legali

Martellago, tornano in aula i debiti fuori bilancio: scontro in Consiglio

Minoranza e maggioranza divise su numeri, responsabilità e gestione del contenzioso

Martellago, tornano in aula i debiti fuori bilancio: scontro in Consiglio

Il tema dei debiti fuori bilancio torna al centro del dibattito nel Consiglio comunale di Martellago, riaccendendo un confronto che va ben oltre la cifra in discussione. Sul tavolo dell'ultima seduta infatti è stata presentata una delibera da 396 euro, legata alla chiusura di una controversia giudiziaria, cifra irrisoria, ma che ha dato spunto all'opposizione per un confronto più ampio sulla gestione dei contenziosi da parte dell’amministrazione, anche rispetto alla precedente.

A illustrare il provvedimento è stata l’assessora al Bilancio Silvia Bernardo, spiegando che si tratta di spese residuecontributo unificato e imposta di registro — dopo una causa arrivata fino in Cassazione. La vicenda nasce da una controversia sui tributi comunali nell’ambito di una procedura di liquidazione giudiziale: il Comune aveva rivendicato il privilegio del credito, ma prima il Tribunale e poi la Suprema Corte hanno respinto la tesi, aderendo a un’interpretazione più formalistica della norma. Nessuna condanna alle spese legali, poiché la controparte non si è costituita, ma resta l’obbligo di riconoscere il debito fuori bilancio.

A sollevare perplessità è stata la minoranza, che pur riconoscendo l’esiguità della cifra ha posto l’accento sulla sostanza politica della vicenda. Il consigliere Alessio Boscolo ha ricordato come già un anno fa fosse stato espresso il timore di un ricorso poco prudente, sottolineando il rischio — evitato solo per circostanze favorevoli — di dover sostenere costi ben più elevati. Da qui l’affondo: non tanto sul singolo caso, quanto sull’andamento generale del contenzioso comunale.

Numeri alla mano, l’opposizione ha evidenziato un aumento significativo delle cause dal 2019 in poi, con un incremento sia dei procedimenti sia dei debiti fuori bilancio approvati. Dati che, secondo la minoranza, imporrebbero una riflessione sulla strategia complessiva e sull’opportunità di valutare strumenti diversi, come l’istituzione di un ufficio legale interno.

La replica della maggioranza non si è fatta attendere. L’assessora ha respinto con decisione le accuse, definendo improprio parlare di “lite temeraria” in presenza di orientamenti giurisprudenziali non univoci. Difeso anche l’operato degli uffici, chiamati — è stato sottolineato — a tutelare l’ente senza margini di discrezionalità politica. Quanto ai numeri, la maggioranza ha invitato a contestualizzarli, ricordando che molte cause derivano da procedimenti avviati anni prima e che fattori esterni, come il rallentamento della giustizia durante il Covid, hanno concentrato le sentenze in un arco temporale ristretto.

Riccardo Musacco

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