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Il sindaco di Trento critica la mancata revoca della cittadinanza a Mussolini: "Un oltraggio alla nostra storia"

L'accusa: "C'è ancora chi celebra il fascismo, con i busti nelle case"

Il sindaco di Trento critica la mancata revoca della cittadinanza a Mussolini: "Un oltraggio alla nostra storia"

Il sindaco di Trento, Franco Ianeselli

Il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, ha definito "una vergogna" il rifiuto da parte del Consiglio comunale di revocare la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. La proposta è stata discussa nella seduta di ieri sera, ma non ha trovato il consenso sufficiente. Ianeselli ha commentato duramente, sottolineando come questa decisione rappresenti un "sfregio" alla storia della città, insignita della Medaglia d'oro per il suo contributo alla Resistenza.

"Abbiamo avuto l'opportunità di chiudere questa questione in pochi minuti", ha dichiarato il sindaco. "Le questioni ideali, però, non sono mai una perdita di tempo. Servono per chiarire i nostri valori di riferimento." Ianeselli ha ricordato che Trento ha una forte tradizione antifascista, testimoniata dal suo ruolo durante la Resistenza e dal simbolo che rappresenta per tutti coloro che si sono opposti al regime fascista.

Il primo cittadino ha poi evidenziato la contraddizione storica della scelta di alcune forze politiche di non fare i conti con il passato fascista. "Il fascismo ha incarcerato Alcide De Gasperi, il nostro statista trentino. Non si può essere al fianco di De Gasperi e allo stesso tempo celebrare Mussolini", ha affermato, riferendosi alla figura di Mussolini come il principale responsabile delle atrocità e delle violazioni dei diritti umani del ventennio fascista.

Ianeselli ha enumerato i crimini compiuti durante il regime: gli omicidi politici, tra cui quello di Giacomo Matteotti e dei fratelli Rosselli, la repressione delle libertà, le leggi razziali, l'entrata in guerra al fianco della Germania nazista e le violenze durante le guerre coloniali. "Pensavo che la lunga lista di nefandezze che Mussolini ha compiuto fosse sufficiente per chiudere la discussione rapidamente. Invece, non è stato così e questo è grave. È un'offesa alla nostra città".

Infine, il sindaco ha denunciato il fatto che ancora oggi ci siano persone che celebrano il fascismo, tenendo busti di Mussolini nelle proprie case. "È inconcepibile che qualcuno non provi vergogna pensando che il Duce continui ad essere un cittadino onorario di Trento. Questa è una vera e propria offesa alla nostra comunità", ha concluso Ianeselli.

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