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Scontro sul richiamo del vescovo Tisi: politica trentina tra difese, critiche e inviti alla moderazione

Diatriba in Consiglio provinciale su accoglienza, Cpr e ruolo della Chiesa

Scontro sul richiamo del vescovo Tisi: politica trentina tra difese, critiche e inviti alla moderazione

Foto Diocesi di Trento


L'intervento dell'arcivescovo di Trento, che ha richiamato la comunità e le istituzioni sui temi dell'accoglienza e sulle condizioni dei centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr), ha innescato una vivace polemica nella scena politica trentina. Non si tratta solo di uno scontro netto tra maggioranza e opposizione: a stupire è la frammentazione interna al centrodestra locale, con posizioni contrapposte su metodo e toni.


A contestare l'intervento del vescovo sono stati i consiglieri Claudio Cia, Luca Guglielmi e Walter Kaswalder. La loro critica, rivendicata da Cia come una «critica di merito», ha messo l'accento sulla necessità di bilanciare l'accoglienza con legalità, integrazione e responsabilità istituzionale. La risposta pubblica di Cia è dura verso la sinistra: secondo il consigliere, alcuni esponenti progressisti difenderebbero oggi le parole del presule per motivi di convenienza politica, mentre in passato avrebbero criticato la Chiesa su temi etici.

Dal gruppo provinciale del Patt, che comprende lo stesso Kaswalder, arrivano segnali di disappunto per la modalità con cui la questione è stata portata all'esterno. La consigliera Maria Bosin e l'assessore Mario Tonina invitano a «lasciare la Chiesa fuori dallo scontro politico» e chiedono toni equilibrati. Pur confermando la necessità di politiche fondate su legalità e integrazione, Bosin e Tonina sottolineano che l'avvio di iniziative su temi sensibili dovrebbe avvenire con confronto preventivo all'interno del Gruppo consiliare.

Anche Eleonora Angeli del Gruppo Misto ha stigmatizzato l'intervento dei tre consiglieri, difendendo l'autonomia del ruolo episcopale. Le Acli trentine, tramite il presidente Walter Nicoletti, esprimono sostegno all'arcivescovo ricordando che la difesa della dignità umana è «compito precipuo di ogni cristiano e di ogni sincero democratico» e che gli immigrati possono rappresentare una risorsa per l'economia trentina. Anche il Coordinamento nazionale comunità accoglienza, presieduto in Trentino da Claudio Bassetti, definisce l'omelia di Tisi «carica di umana empatia» e la interpreta come un monito alla politica affinché costruisca politiche serie sul fenomeno migratorio. Casa Autonomia parla di «gravità inaudita» nelle critiche dei tre consiglieri e richiama alla responsabilità: secondo il coordinamento, la ricerca di visibilità non può giustificare atteggiamenti irrispettosi nei confronti di figure istituzionali e religiose.

La vicenda mette in luce una tensione comune nelle democrazie contemporanee: quando le autorità religiose esprimono richiami morali su questioni pubbliche complesse, la politica è chiamata a rispondere evitando di ridurre il confronto a una contrapposizione ideologica. Le prese di posizione di Bosin e Tonina invitano alla prudenza e al dialogo interno; le reazioni delle associazioni sollecitano risposte concrete su integrazione, formazione e condizioni dei centri di detenzione amministrativa; la replica di Cia richiama invece la necessità di un approccio pragmatico che consideri realtà e legalità.


La richiesta di molti interlocutori è chiara: preservare il valore del richiamo morale della Chiesa senza strumentalizzarlo, favorire il dialogo interno ai gruppi politici prima di lanciare attacchi pubblici, e tradurre le istanze sollevate dalle associazioni in politiche concrete di integrazione, lavoro e rispetto delle regole. È un invito a trasformare il monito di Tisi in un momento di progettazione collettiva, non in un'occasione di scontro sterile.

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