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Territorio
15.03.2026 - 15:19
Il luogo dell'incidente
Nessuna risorsa prevista, almeno fino al 2032, per la realizzazione di un nuovo casello autostradale a servizio dell’area della Riviera del Brenta. Lo hanno chiarito nelle scorse settimane i tecnici di Concessioni Autostradali Venete, spiegando che nel Piano economico-finanziario in vigore fino alla scadenza della concessione non è stato stanziato alcun fondo per una nuova infrastruttura. Di conseguenza non è prevista nemmeno la riapertura del casello di Roncoduro, soluzione indicata da diversi comitati locali come meno impattante dal punto di vista ambientale rispetto all’ipotesi di un nuovo svincolo ad Albarea.
La necessità di un nuovo accesso alla A4, intermedio tra i caselli di Dolo-Mirano e Padova Est e in grado di affiancare quello di Marano-Vetrego a pochi chilometri di distanza, compare comunque nel Piano strategico della Città Metropolitana redatto nel 2018. Tuttavia, attendere la nuova concessione autostradale significherebbe rimandare l’opera di almeno dieci anni: una prospettiva che amministratori locali e cittadini giudicano inaccettabile, soprattutto alla luce della realizzazione del nuovo polo logistico di Dolo, un maxi insediamento da 240 mila metri quadrati nell’area di Arino. “Chiederemo un incontro urgente al presidente della giunta regionale del Veneto, Alberto Stefani – spiega il sindaco di Mira, Marco Dori – per ribadire che il territorio non può essere dimenticato e che altrove queste opere vengono realizzate”.
Con l’arrivo dei nuovi capannoni e l’aumento dei mezzi pesanti diretti al polo logistico, la richiesta di un nuovo casello sull’autostrada A4 si fa sempre più pressante. L’obiettivo è evitare che la frazione di Vetrego venga soffocata dal traffico: alle attuali percorrenze si aggiungerebbero infatti oltre 700 camion al giorno sulla viabilità locale. Intanto cresce la mobilitazione dei cittadini. Una petizione contro la viabilità collegata al polo logistico e contro l’incremento del traffico pesante ha già superato le 800 firme. Le sottoscrizioni sono state raccolte nei giorni scorsi nel patronato della frazione di Vetrego. Sulla questione interviene anche Mattia Donadel, portavoce dell’associazione Opzione Zero, dopo quanto emerso durante una seduta della Commissione consiliare della Città Metropolitana di Venezia.
“Cav e Regione – afferma – onorino il debito che hanno con il territorio della Riviera del Brenta fin dai tempi della costruzione del Passante di Mestre. Si riapra, come promesso allora, il casello di Roncoduro e si proceda allo spostamento della barriera di Villabona”. Donadel annuncia inoltre la possibilità di un esposto alla Corte dei Conti per presunto spreco di denaro pubblico: “Si continua a finanziare un’opera in perdita come la Pedemontana”. Sul progetto del polo logistico, infine, sono arrivate decine di osservazioni dai territori della Riviera del Brenta e del Miranese, segno di un dibattito sempre più acceso tra sviluppo economico e sostenibilità della viabilità locale.
Alessandro Abbadir
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