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opere pubbliche

Dolo. Via Piave torna a vivere

Pista ciclabile, percorsi pedonali e valorizzazione dei filari alberati dopo la riqualificazione delle fognature, per collegare villa Dotti al monumento dei Caduti; primo stralcio da 700.000 euro con materiali sostenibili, lavori dopo la chiusura dell’anno scolastico.

"Rassegna ferragostana dei cantieri in città: con fondi Pnrr si poteva cambiare il modello di mobilità."

Foto di repertorio

Approvato nelle scorse settimane dalla Giunta, l’inserimento nel Piano delle opere pubbliche comunali il progetto di riqualificazione di via Piave che contribuirà a riscoprire l’identità di Dolo. “Un’opera -spiegano il sindaco Gianluigi Naletto e il vicesindaco Matteo Bellomo- che, dopo i lavori di sistemazione della fognatura gravemente compromessi dallo scorrere del tempo e ora efficientati nella loro piena funzione di smaltimento delle acque nere e bianche, ritornerà a vivere nella sua nobile finalità di collegamento tra due importanti simboli identitari del paese: villa Dotti di via Matteotti con l’affaccio al Naviglio del Brenta e il monumento dei Caduti di via Vittorio Veneto, alle spalle della scuola De Amicis”. Il progetto prevede il mantenimento e la valorizzazione di entrambi i filari alberati con la realizzazione di una pista ciclabile su un lato, e di percorsi pedonali in ambo i lati provvisti di aree sosta con panchine e aiuole. L’intervento prevede anche la sistemazione del marciapiede e dell’area di sosta già presente a lato di villa Dotti, mentre davanti al monumento dei Caduti, sarà successivamente realizzata una sistemazione per meglio onorare le vittime di tutte le guerre, prevedendo anche il collegamento ciclopedonale di via Piave con via IV Novembre. Il primo stralcio dei lavori, che riserverà l’utilizzo di materiali sostenibili e adeguati all’importanza delle opere, è stimato in euro 700 mila e avrà inizio dopo la chiusura dell’anno scolastico per limitare il disagio alla mobilità. “Un intervento -concludono i due amministratori- che arricchisce e valorizza un’area fondamentale al paese, fortemente evocativa di una memoria cara ai dolesi, che migliora una funzionalità comunitaria alla ricerca di simboli comuni da condividere e da vivere fino in fondo”. (l.p.)

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