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Dentro la macchina del trasporto pubblico veneziano

Il direttore Giovanni Santoro: “Sostenibilità e digitale al servizio della sicurezza, ma il vero patrimonio resta il personale”

Giovanni Santoro

Giovanni Santoro

La flotta di ACTV conta oltre 150 unità, con un ciclo di manutenzione programmato per garantire continuità del servizio. Pontili, mezzi e tecnologie digitali sono monitorati costantemente, mentre l’attenzione alla sicurezza si estende anche alle criticità legate alla navigazione in laguna e alla gestione del personale.

La complessità del trasporto pubblico via acqua a Venezia richiede una gestione attenta della flotta e delle infrastrutture, con l’obiettivo di garantire sicurezza e continuità del servizio. Per fare il punto sulla situazione attuale e sulle prospettive future, abbiamo incontrato Giovanni Santoro, direttore di ACTV.


Direttore Santoro, può offrirci una fotografia di ACTV oggi? Quante sono le imbarcazioni in servizio e quante quelle ferme per manutenzione?

“La flotta è composta da poco più di 150 unità destinate al trasporto pubblico di linea, a cui si aggiungono altre imbarcazioni di servizio. Gli interventi di manutenzione sono stabiliti dalla normativa di settore e tengono conto delle ore di moto e dei guasti. Attualmente circa il 30% della flotta è a rotazione per cicli manutentivi di diversa natura, ma il nostro obiettivo è ridurre questa percentuale al 24-25% per aumentare la disponibilità dei mezzi in servizio.”


Come viene programmata la manutenzione per garantire sicurezza e continuità del servizio?
“La manutenzione è pianificata su più livelli: intervalli temporali (15, 30, 45 e 60 mesi) e ore di moto, ogni 1.000 ore, con interventi specifici sui motori previsti anche ogni 4.000 ore. Il tutto è organizzato in maniera pluriennale, così da avere sempre le unità necessarie disponibili per il servizio.”


Essendo ACTV una società partecipata dal Comune, come si articola il rapporto tra indirizzo politico e gestione operativa, in particolare sulla sicurezza?
“Il Comune di Venezia è socio al 100% di AVM, che è il capogruppo e affidataria in house del contratto di servizio. Il coordinamento e il controllo spettano quindi all’Amministrazione, mentre l’operatività pura – e in particolare la gestione della sicurezza – è di competenza autonoma di ACTV.”


Il traffico acqueo in laguna è sempre più complesso: quali criticità operative incidono sulla sicurezza del servizio?
“Uno dei temi principali è la navigazione con bassa visibilità. Non abbiamo difficoltà con la nostra flotta, dotata di sistemi avanzati, ma il problema può presentarsi con altre unità che navigano comunque anche in condizioni di nebbia.”


Guardando al futuro, quali interventi ritiene prioritari per rendere il trasporto pubblico via acqua più sicuro ed efficiente?
“Il nostro impegno è puntare sulla sostenibilità, con lo sviluppo di mezzi ibridi, e sul digitale, per monitorare e ottimizzare i servizi. Ma l’elemento fondamentale resta sempre l’aspetto umano: gli equipaggi e il personale di coordinamento e manutenzione rappresentano il nostro più grande patrimonio.”

Quali strategie adotta ACTV per reperire nuovo personale e garantire la formazione necessaria?
“Stiamo proseguendo con i programmi di sviluppo interno, formando i nostri marinai e preposti nei limiti previsti dalla normativa per i titoli superiori. Parallelamente, lavoriamo per rendere ACTV sempre più attrattiva sul mercato del lavoro, valutando anche, per il futuro, soluzioni economiche e iniziative “sociali” che possano interessare chi si avvicina per la prima volta alla nostra realtà”.

Guendalina Ferro

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