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Allarme incidenti nel Polesine: la Romea e i rettilinei del Delta del Po sotto la lente

Traffico, rettilinei e turismo: la sfida del Polesine per mettere in sicurezza la Romea e le strade del Delta

Allarme incidenti nel Polesine: la Romea e i rettilinei del Delta del Po sotto la lente

Nel cuore del Polesine, tra il Delta del Po e la costa adriatica, la sicurezza stradale resta una delle sfide più delicate per il territorio. I dati sull’incidentalità raccolti dalla Provincia di Rovigo e visualizzati nell’Osservatorio statistico mostrano con chiarezza come alcuni comuni del basso Polesine – in particolare Porto Viro, Porto Tolle, Rosolina e Taglio di Po – rappresentino nodi sensibili della rete viaria provinciale, dove il traffico si intreccia con strade spesso strette, rettilinei lunghi e collegamenti strategici verso il mare.

Il quadro evidenzia una concentrazione significativa di incidenti lungo alcune arterie che attraversano il Delta e collegano i centri abitati con la costa e con la rete statale principale. Tra queste spicca la Strada Statale 309 Romea, una delle vie più trafficate e discusse del Veneto orientale. Il tratto polesano della Romea, utilizzato quotidianamente da mezzi pesanti, traffico turistico e pendolari, continua a essere indicato dagli osservatori come uno dei corridoi più critici in termini di sicurezza.

Ma non è l’unico punto sensibile. Nel territorio di Porto Viro il traffico si concentra su alcune direttrici fondamentali che collegano il Delta con l’entroterra e con la Romea. Qui il mix tra attraversamenti urbani, flussi turistici diretti verso il mare e traffico commerciale legato alla pesca e alla logistica genera situazioni di rischio soprattutto nelle intersezioni e nei tratti a maggiore velocità.

Una dinamica simile si osserva anche a Rosolina, dove durante la stagione estiva il traffico aumenta in modo consistente per l’afflusso verso Rosolina Mare. I dati mostrano una crescita degli incidenti proprio lungo le strade di accesso alla località balneare, dove nei fine settimana e nei mesi estivi si registrano i picchi di mobilità.

Nel territorio di Porto Tolle, invece, la criticità è legata soprattutto alla conformazione del territorio. La viabilità del Delta si sviluppa lungo argini e rettilinei molto lunghi, con carreggiate spesso strette e pochi margini di sicurezza. In queste condizioni la distrazione o la velocità possono trasformarsi rapidamente in fattori di rischio.

Anche Taglio di Po, snodo strategico tra la Romea e le strade interne del Delta, presenta alcune intersezioni considerate sensibili. Qui si incontrano i flussi di chi si sposta verso la costa, quelli legati alle attività economiche locali e il traffico di attraversamento.

Un elemento che emerge con forza dall’analisi dei dati è che molti incidenti non avvengono in punti complessi come incroci o rotatorie, ma su lunghi rettilinei, dove la percezione di sicurezza può portare a sottovalutare i rischi. Velocità e distrazione restano infatti tra i fattori più frequenti negli incidenti registrati nel territorio polesano.

Per questo motivo negli ultimi anni Provincia, Comuni e Prefettura stanno lavorando su più fronti: manutenzione del manto stradale, miglioramento della segnaletica, installazione di sistemi di controllo della velocità e analisi costante dei cosiddetti “punti neri” della rete viaria.

L’obiettivo è quello indicato anche dal Piano nazionale della sicurezza stradale: ridurre progressivamente il numero di incidenti e vittime entro il 2030. Nel Delta del Po, dove turismo, lavoro e mobilità quotidiana si muovono sugli stessi assi stradali, la sfida passa proprio dalla capacità di intervenire nei tratti più critici prima che diventino teatro di nuovi incidenti.

Sara Busato

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