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Sicurezza stradale nel Bassanese: prevenire prima che diventi cronaca nera

Dal cantiere alla cultura della guida: 8 milioni di euro e 38 interventi per rendere più sicure le strade del Bassanese

Sicurezza stradale nel Bassanese: prevenire prima che diventi cronaca nera

La sicurezza stradale, nel territorio del Bassanese, non è più soltanto una voce di bilancio. È diventata una cartina di tornasole della capacità delle istituzioni di leggere i cambiamenti della mobilità e di intervenire prima che l’emergenza si trasformi in cronaca nera.

I numeri nazionali diffusi da ISTAT per il 2025 parlano di oltre ottantamila incidenti nel primo semestre, con più di mille vittime. Un calo rispetto all’anno precedente, ma ancora lontano dall’obiettivo europeo di dimezzare i morti entro il 2030. Il Veneto mostra segnali incoraggianti sul fronte della mortalità, ma resta alto il numero dei feriti e pesante il costo sociale. È dentro questo quadro che va letto ciò che accade nel Bassanese.

Il territorio fa capo alla Provincia di Vicenza, che gestisce oltre mille chilometri di strade provinciali: arterie di collegamento tra centri produttivi, zone residenziali e poli scolastici. Strade nate per un traffico diverso, oggi attraversate da flussi intensi di pendolari, mezzi pesanti e mobilità lenta.

Nel 2025 la Provincia ha annunciato oltre 8 milioni di euro per 38 interventi di messa in sicurezza, con progettazioni che portano il valore complessivo delle opere programmate a oltre 27 milioni. Rotatorie nei punti critici, nuovi attraversamenti illuminati, marciapiedi e piste ciclopedonali: interventi che parlano un linguaggio diverso rispetto al passato, meno centrato sull’auto e più attento all’utenza debole.

Anche nel comprensorio di Bassano del Grappa il tema è evidente: snodi congestionati nelle ore di punta, incroci che richiedono maggiore visibilità, tratti extraurbani dove la velocità resta una variabile difficile da controllare. La rotatoria non è più solo un’opera viaria, ma un dispositivo di prevenzione. L’illuminazione di un attraversamento non è un dettaglio, ma un investimento sulla vita.

Eppure la sicurezza non può esaurirsi nei cantieri. Perché se è vero che le infrastrutture riducono il rischio, è altrettanto vero che gran parte degli incidenti continua a essere legata alla distrazione, all’uso del cellulare, alla velocità eccessiva. La cultura della guida resta il nodo irrisolto.

Il Bassanese, crocevia tra pianura e area pedemontana, vive una mobilità complessa che richiede una visione integrata: pianificazione urbanistica, trasporto pubblico efficiente, percorsi sicuri casa-scuola, controlli mirati. La sfida è passare da una logica reattiva – intervenire dopo l’incidente – a una logica predittiva, basata su dati aggiornati e mappature puntuali dei punti neri.

La Provincia ha messo risorse e progettualità sul tavolo. Ora serve continuità, trasparenza sui tempi e, soprattutto, un’alleanza tra enti locali, forze dell’ordine e cittadini. Perché la sicurezza stradale non è una competenza delegabile: è un patto collettivo. E sulle strade del Bassanese si misura, ogni giorno, la qualità di quel patto.

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