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20.03.2026 - 07:47
Bagnolo di Po (RO):Ponte Calà del Moro
Il ponte Calà del Moro è stato realizzato con un investimento di 4,3 milioni di euro ed è inserito in un programma da 55 milioni per il sistema idroviario padano-Veneto. L'infrastruttura aumenta la navigabilità, garantisce la sicurezza di pedoni e veicoli e rafforza la mobilità intermodale nel territorio.
Bagnolo di Po (RO) – Un nuovo tassello verso la realizzazione di una mobilità moderna, integrata e sostenibile si è aggiunto con la restituzione alla cittadinanza e agli operatori del nuovo ponte di Calà del Moro, nel Comune di Bagnolo di Po, risolvendo uno dei principali colli di bottiglia lungo l’Idrovia Fissero-Tartaro-Canalbianco.
«Intervenire sulle infrastrutture significa dare risposte concrete alle imprese, ai lavoratori e alle comunità locali, consolidando il ruolo del Veneto come piattaforma logistica di riferimento tra Adriatico ed Europa centrale. L’opera si inserisce in un più ampio programma di riqualificazione del sistema idroviario padano-Veneto, sostenuto da un finanziamento complessivo di 55 milioni di euro. Le risorse consentono, tra l'altro, la sistemazione di altre due infrastrutture nel Rodigino: il ponte ferroviario di Rosolina e il ponte stradale di Trecenta», ha dichiarato Marco Zecchinato, assessore alle Infrastrutture e al Governo del Territorio della Regione del Veneto. «Si tratta di investimenti strategici che permettono di adeguare le nostre idrovie agli standard europei, promuovendole come alternativa concreta al trasporto su gomma e su ferro, in un’ottica di mobilità sostenibile e intermodale».
L’intervento di rifacimento del ponte, dal valore complessivo di 4,3 milioni di euro, è stato gestito da Infrastrutture Venete S.r.l., con finanziamenti nazionali e del programma CEF 2021-2027. Avviato poco più di un anno fa, il cantiere ha eliminato le pile in alveo e aumentato il tirante d’aria da 5,25 metri a 7 metri, consentendo il passaggio delle imbarcazioni appartenenti alla classe Va CEMT.
La nuova struttura, a campata unica e lunga 59 metri, in acciaio e calcestruzzo, assicura il pieno transito delle unità commerciali lungo l’idrovia, rafforzando il collegamento con il sistema logistico verso l’Adriatico. Dal punto di vista viabilistico, il ponte dispone di una carreggiata larga 8,5 metri, articolata in due corsie da 3,25 metri ciascuna con banchine laterali e marciapiedi di 1,5 metri per la sicurezza dei pedoni. L’intradosso dell’impalcato si colloca a quota +13,96 metri sul livello del mare medio, migliorando sensibilmente la navigabilità. L’opera è completata da interventi di difesa spondale a tutela della stabilità idraulica e da un sistema di monitoraggio strutturale continuo 24 ore su 24.
«Le soluzioni ingegneristiche e tecnologiche adottate rappresentano un investimento strategico per la sicurezza, la sostenibilità e la competitività di questa parte di idrovia- ha spiegato Alessandra Grosso, Direttore Generale di Infrastrutture Venete. Crediamo che il nuovo ponte di Calà del Moro possa migliorare in modo significativo la viabilità locale, rendendo più fluidi e sicuri i collegamenti stradali, e consolidare al contempo il ruolo dell’idrovia come asse strategico anche per lo sviluppo economico del territorio Polesano».
Soddisfazione è arrivata anche da Elisa De Berti, consigliere regionale con delega alle Infrastrutture: «Il completamento di quest'opera strategica segna un ulteriore passo avanti nella riqualificazione del nostro sistema idroviario. Grazie all’operato di Infrastrutture Venete, braccio operativo della Regione, stiamo trasformando una rete di 500 chilometri, 223 dei quali appartenenti al sistema TEN-T, in un’infrastruttura moderna, sicura ed efficiente. Gli interventi messi in campo in questi anni per il potenziamento di assi navigabili, come la Mantova-Venezia, la Litoranea Veneta e il Naviglio Brenta, costituiscono il cuore di un programma di sviluppo regionale volto a coniugare competitività commerciale e attrattività turistica. In questo modo consegniamo al territorio una mobilità sempre più intermodale e sostenibile, capace di connettere il Veneto all'Europa e valorizzare un asset fondamentale per la crescita della nostra Regione».
Guendalina Ferro
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