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24.03.2026 - 08:56
Foto d'archivio
Il tema della sicurezza stradale è legato a doppio filo a quello della mobilità, in particolar modo in città. Il problema non è solo la velocità (come non ricordare le battaglie attualmente in corso a livello nazionale sul limite dei 30 km/h, dibattito sul quale nemmeno Vicenza si è fatta mancare nulla), ma riguarda le modalità con cui le amministrazioni affrontano il problema, spesso senza una progettualità chiara e condivisa. Sull’argomento abbiamo raccolto il parere dell’assessore ai lavori pubblici e alla mobilità del Comune Cristiano Spiller.
«Quello che molto spesso le persone faticano a capire – afferma Spiller - è che io, come tanti miei altri colleghi di altri Comuni, siamo assessori alla mobilità delle persone e non delle auto. È chiaro che una o due persone per auto che intasano il centro cittadino sono sicuramente più pericolose rispetto ad un trasporto pubblico in grado di spostarne decine con un solo mezzo. Poi si può discutere su come migliorarne l’efficienza: deve essere sostenibile, rapido e di qualità».
-Sembra uno spot a favore del Brt il “Bus rapid transit”, destinato a circolare prossimamente per le vie della città e della periferia e sul quale i pareri dei cittadini sono molto discordi.
«Qualsiasi grande cambiamento negli usi e costumi genera apprensioni. Società vicentina trasporti (Svt), della quale il Comune fa parte, ha già iniziato la transizione energetica con l’acquisto di una decina di bus elettrici che possono accogliere fino a 44 passeggeri, ma indubbiamente per Vicenza la vera rivoluzione ambientale arriverà tra un paio d’anni, per l’appunto con il Brt, con ricarica elettrica alle fermate e molti km di corsie preferenziali: sarà il prossimo grande passo della città verso una mobilità e una città sempre più sostenibile e sicura, per la quale servono investimenti e scelte coraggiose».
Il Vicesindaco fa Il punto sulle risorse destinate alla sicurezza stradale
In consiglio Comunale l’assessore al bilancio Simoni annuncia che saranno investiti 20mila euro per l’ampliamento della videosorveglianza e 15 mila euro per potenziare quella esistente. Entro l’anno al via la nuova rotatoria sperimentale tra via Malfatti e Corso Risorgimento e il cantiere della rotatoria sul crocevia delle tre strade regionali 443, 516 e 45.
-Ma più deserta, con negozi che saranno costretti a chiudere, o almeno questo è quello che temono molti commercianti che già stanno protestando per l’attraversamento di una delle linee in corso San Felice.
«Stiamo discutendo su alcune tratte del percorso, ma non c’è una protesta generalizzata contro l’arrivo del Brt che, al contrario di quello che si pensa, agevolerà l’afflusso in centro, perché le persone non dovranno più perdere tempo, a volte inutilmente, per trovare parcheggio. Ritengo sia più una questione di carattere culturale. Anche le piste ciclabili sono state e ancor oggi vengono viste spesso in malo modo da molti automobilisti. Bisogna però anche dire che solitamente si leva la voce di chi protesta e mai quelle di chi invece è soddisfatto, e ritengo siano molti».
-Sempre in tema di sicurezza stradale, state lavorando su diversi fronti. Uno di questi è quello scolastico che notoriamente crea pericoli e intasamenti nel traffico negli orari cruciali del mattino, del primo e del tardo pomeriggio, senza contare i parcheggi selvaggi di genitori e parenti.
«È una delle nostre priorità. Abbiamo commissionato uno studio con l’intento di varare un Piano che riguarda i quasi 100 plessi scolastici esistenti in città, anche se alcuni accorpati in determinate zone. Li stiamo valutando complessivamente e uniformemente, in modo da non adottare singoli provvedimenti spot. Investiremo in queste opere quasi due milioni di euro in tre anni, ma già a giugno avremo una prima fotografia generale che poi vorrei portare in consiglio comunale per una condivisione collettiva».
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