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Calcio. Serie C

Triestina in Serie D: un fallimento annunciato dopo nove anni di agonia

I giuliani scivolano nei dilettanti dopo la sconfitta contro la Pro Vercelli

Triestina in Serie D: un fallimento annunciato dopo nove anni di agonia

Facebook, Triestina

È giunta la fine di un’era, quella che ha visto la Triestina lottare per mantenere una posizione nel calcio professionistico. La storica squadra alabardata, che fino a ieri giocava in Serie C, è ufficialmente retrocessa in Serie D, un salto drammatico verso i dilettanti che sancisce la conclusione di nove anni di agonia sportiva e societaria.

La sentenza è arrivata domenica 15 marzo, con la sconfitta contro la Pro Vercelli, che ha formalizzato l’aritmetica retrocessione della squadra. Un risultato che non fa che certificare la discesa verso il baratro di una società che da tempo annaspava, tra incertezze e crisi. La Triestina, che nel 2017 aveva ottenuto la promozione in Serie C tramite ripescaggio, non è mai riuscita a trovare stabilità, e la retrocessione in Serie D è il culmine di un declino che si è manifestato in modo sempre più evidente negli ultimi anni.

Una gestione fallimentare e i conti in rosso

La causa principale di questa debacle è da ricercarsi nelle scelte discutibili a livello societario, con una gestione che ormai da anni ha sollevato dubbi e polemiche. La situazione economica della società è disastrata, con un indebitamento gravoso che non ha fatto altro che aggravare la crisi. Le ultime gestioni, in particolare quella dell’ex presidente Ben Rosenzweig e del fondo LBK, sono sotto la lente d’ingrandimento della Guardia di Finanza, che a febbraio ha perquisito gli uffici della Triestina. A causa di una gestione poco trasparente, la società ha visto dissolversi trenta milioni di euro in tre anni, con un bilancio che lascia poche speranze per il futuro.

Le scelte tecniche sono state altrettanto errate. L’incapacità di dare una continuità alla squadra si è tradotta in una crisi sportiva senza fine, culminata nell’incredibile penalizzazione di 23 punti inflitta dalla Giustizia Sportiva per inadempimenti da parte della società.

Cambi di gestione e la speranza sfumata

La crisi si è fatta sempre più grave con il susseguirsi di nuovi cambiamenti ai vertici. Le dimissioni di Rosenzweig hanno lasciato spazio alla cessione del club alla misteriosa House of Dog e al nuovo presidente Zelenovic, che ha deciso di rinnovare i vertici societari. Ma nemmeno questa mossa è riuscita a invertire la rotta, e l'incertezza ha continuato a regnare. L’esonero di Tesser, ritornato per cercare di compiere un miracolo, non è riuscito a fermare la caduta della Triestina, che è arrivata alla retrocessione con il tecnico Marino.

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