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Polesine: niente più green pass al parco acquatico Castelbeach

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Retrofront a Castelbeach: niente più green pass, "l'associazione di categoria ha comunicato che non è richiesto per il nostro parco"

Clamoroso retromarcia nell'unico parco acquatico del rodigino. Niente più green pass a Castelbeach. Questo anche in seguito a tutta una serie di polemiche che si erano avute nei social, con svariati clienti che lamentavano il fatto di avere visto l'assenza dell'obbligo di green pass, nei parchi acquatici delle altre province, anche limitrofe, come Padovaland, ad esempio. Ma anche solamente guardando il comportamento attuato dal polo natatorio di Rovigo, che nella parte esterna, quella dell'Acquapark, oltre che della piscina olimpionica, non chiede alcun tipo di vaccinazione obbligatoria o di tampone effettuato, alla pari della piscina comunale di Adria e di quelle di Occhiobello e Badia Polesine, solo per citarne alcune. Il green pass a Rovigo viene richiesto solo nella parte al chiuso, come previsto dal regolamento. E così i titolari di Castelbeach si sono visti costretti a rettificare quanto da loro annunciato venerdì 6 agosto, nella pagina ufficiale del loro sito. "A seguito di una più approfondita e corretta interpretazione del Decreto legge 105 del 23 luglio 2021, in particolare dell'articolo 3 comma 1 lettera D, l'associazione di categoria ci ha comunicato che non verrà più richiesto il green pass per l'accesso al nostro parco". Anche questo comunicato diffuso dalla famiglia Camalori, che ha in gestione Castelbeach, ha diviso a meta' i commenti postati sui social: c'è chi ha accolto di buon grado la notizia e chi invece non si è dimenticato quanto era stato scritto solo pochi giorni prima. Dunque, come era ovvio che succedesse, il debutto del green pass, è stato vissuto in maniera polemica per quello che riguarda i parchi acquatici e le piscine. A fare più clamore erano state le frasi molto pesanti, utilizzate da diverse famiglie, sul profilo Facebook di Castelbeach, i cui titolari si erano visti costretti a rispondere per le rime. "E' nostra usanza non rispondere a chi esprime giudizi sulla nostra pagina Facebook - ha scritto la famiglia Camalori - Perché rispettiamo il parere di tutti, anche quelli non condivisibili. In questo caso, crediamo che si sia superato ogni limite. Vogliamo far presente e sapere a quei signori, che evidentemente non sanno, che quando un'azienda viene inscritta in Camera di Commercio, per iniziare un'attività, le viene assegnato un codice Ateco. Questo identifica per tutta la vita l'azienda. Con il nostro codice Ateco, il Decreto Legge del Governo, dice che è obbligatorio richiedere il green pass a chi si reca da noi, oppure il tampone. Ci avete criticato pesantemente, ma noi rispettiamo la legge. Se il vostro vivere è quello di non farla rispettare, è un pessimo esempio al prossimo e ai figli. Le leggi non le facciamo noi, ma i nostri rappresentanti in Parlamento, ed è a loro che eventualmente dovreste rivolgervi. Noi siamo degli imprenditori, che hanno realizzato un'idea, si sono impegnate finanziariamente, dando lavoro ad una trentina di famiglie e fanno di tutto per farvi trascorrere una giornata in serenità e spensieratezza, facendovi dimenticare i problemi quotidiani". Marco Scarazzatti

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