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Pronto soccorso, nuove sfide della Medicina d’urgenza esposte in un convegno a Verona 

Focus su anziani fragili e pazienti con disturbi comportamentali ed esperti a confronto sulle best practice della medicina emergenziale: presa in carico veloce, sicurezza e formazione per rispondere a bisogni in crescita

Pronto soccorso, nuove sfide della Medicina d’urgenza esposte in un convegno a Verona 

Da sinistra i medici intervenuti al convegno, dott. Bravi, Martinelli, Paolillo, Lippi

Verona, 22 gennaio 2026 – Il Pronto soccorso cambia volto e si adatta a una società in trasformazione. Non tutti i pazienti che arrivano in emergenza, infatti, presentano le stesse necessità: in particolare, sono due le categorie in costante aumento che richiedono una gestione specifica, gli anziani fragili e le persone con disturbo comportamentale acuto. A questi temi è stato dedicato l’annuale convegno di aggiornamento in Medicina d’urgenza, giunto alla quinta edizione.

L’iniziativa, che mette a confronto le migliori pratiche nazionali, è stata presieduta dal dottor Ciro Paolillo, direttore del Pronto soccorso di Borgo Trento, con il coordinamento scientifico del professor Nicola Martinelli, direttore della Scuola di specializzazione in Medicina d’urgenza dell’Università di Verona, insieme a numerosi specialisti da tutta Italia. Alla giornata di studio hanno partecipato anche il direttore generale Callisto Marco Bravi e il preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia, professor Giuseppe Lippi, che ha ribadito il ruolo centrale e strategico della Medicina d’urgenza, indicata come una delle specialità chiave del futuro.

La presa in carico rapida dell’anziano fragile

Uno dei focus principali del convegno ha riguardato la gestione dell’anziano fragile, una tipologia di paziente sempre più frequente in Pronto soccorso. Il dottor Paolillo, insieme a un team di esperti, ha contribuito alla stesura di nuove buone pratiche che puntano a riconoscere la fragilità già al triage. L’obiettivo è attivare una presa in carico veloce, riducendo i tempi di permanenza e tutelando il paziente nel suo complesso.

Le linee guida prevedono una sorta di “codice” dedicato, l’accoglienza in un ambiente tranquillo e protetto e la presenza costante di un familiare o caregiver durante tutta la permanenza. Grande attenzione è riservata anche ai bisogni fisici e relazionali, con modalità comunicative rassicuranti per evitare disorientamento e paura.

Disturbi comportamentali acuti: numeri in aumento

Altro tema centrale è stato quello del disturbo comportamentale acuto (Acute Behavioral Disturbance – ABD), che include agitazione psicomotoria, alterazioni dello stato mentale e disturbi della condotta, spesso legati a patologie psichiatriche, abuso di alcol o droghe, o a cause mediche. A livello nazionale, circa un accesso su otto in Pronto soccorso è correlato a problemi di salute mentale o uso di sostanze. Tra gli over 70, il 24% presenta delirium e il 40% alterazioni dello stato mentale, mentre tra i giovani negli ultimi cinque anni si è registrato un aumento del 40% degli accessi per ABD legati all’abuso di droghe.

Nel 2024, l’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona ha registrato circa 125 mila accessi complessivi al Pronto soccorso, di cui 9.500 riconducibili a disturbi mentali, agitazione o intossicazioni da alcol e droghe.

Sicurezza, formazione e lavoro di squadra

Per affrontare questi casi complessi, sono state attivate strategie mirate: l’allerta preventiva del 118 per consentire al Pronto soccorso di organizzarsi, la gestione in ambienti protetti da parte di team multidisciplinari e corsi di formazione specifici per medici e infermieri.

Dal settembre scorso è inoltre operativo un nuovo sistema indossabile antiaggressione: un porta badge dotato di pulsante di emergenza che consente di inviare un alert immediato in caso di rischio, attivando un allarme sonoro e la geolocalizzazione interna dell’operatore in difficoltà. Un supporto concreto per la sicurezza del personale e degli utenti.

Il Pronto soccorso come specchio della società

«Il Pronto soccorso è la prima porta di ingresso dell’ospedale e rappresenta la cima della piramide dei bisogni», ha sottolineato il direttore generale Callisto Marco Bravi, evidenziando l’impegno dell’Aoui su benessere organizzativo, dialogo intergenerazionale e riduzione della burocrazia.

Sulla stessa linea il dottor Paolillo: «Le sfide principali riguardano l’aumento dei pazienti agitati e degli anziani fragili. Per i primi abbiamo creato procedure di sicurezza condivise con il 118; per i secondi puntiamo su riconoscimento precoce, corsie preferenziali e ambienti protetti. L’obiettivo è ridurre al minimo la permanenza in Pronto soccorso, garantendo cura e dignità».

Il convegno, svoltosi nell’aula magna De Sandre del Policlinico di Borgo Roma con il patrocinio dell’Academy of Emergency Medicine and Care, si conferma così un momento di confronto fondamentale per leggere i cambiamenti della società attraverso il filtro dell’emergenza-urgenza e tradurli in risposte concrete.

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