VERONA – Una seduta lunga e politicamente densa, quella dell'ultimo Consiglio comunale, che si è chiusa con l’approvazione del nuovo Statuto di AGEC, l’azienda speciale del Comune chiamata a gestire una fetta sempre più ampia dei servizi pubblici cittadini. Un passaggio definito “necessario” dall’amministrazione, per adeguare la governance di AGEC a un ruolo ormai ben più ampio rispetto a quello originario degli anni Novanta.
Ad aprire i lavori, l’intervento della rettrice dell’Università di Verona, Chiara Leardini, che ha presentato alla città il piano strategico dell’ateneo per il prossimo triennio. Poi spazio alle domande di attualità, tra temi sociali, infrastrutture e trasparenza amministrativa.
Sul caso dell’immobile di via Sant’Angela Merici, gestito da Caritas, l’assessora Luisa Ceni ha chiarito che «non siamo stati formalmente informati sull’utilizzo effettivo dell’immobile» e che per questo «abbiamo chiesto agli uffici competenti di effettuare le opportune verifiche».
Chiarimenti anche sul cosiddetto “ponte di Banda” tra Santa Maria in Stelle e Quinto. L’assessore Federico Benini ha spiegato che «non si tratta di una semplice passerella, ma di un vero collegamento ciclo-pedonale», sottolineando come le prescrizioni del Genio civile rendano l’opera «più complessa e costosa», con un orizzonte temporale fissato «alla fine del 2027».
Sempre Ceni è intervenuta sulla situazione dell’ex Hotel Valpantena, oggi CAS: «La Prefettura ci ha comunicato che il commissariamento si è concluso e che l’attuale gestione opera secondo il capitolato ministeriale. Allo stato non risultano criticità o disservizi».
Il dibattito si è acceso sul tema dell’uso delle sale comunali in periodo referendario. Il sindaco Damiano Tommasi ha respinto ogni accusa di favoritismi: «Non c’è stata alcuna volontà di favorire una posizione politica. Stiamo colmando un vuoto normativo: un regolamento chiaro e trasparente è in fase di redazione». E ha aggiunto: «Quanto accaduto nasce da una diversa modalità di richiesta, non da una scelta di merito».
Prima del voto sulle delibere, la minoranza ha lasciato l’aula per protesta. Il Consiglio ha comunque approvato il finanziamento da 3 milioni di euro del bando PR Veneto FESR per la digitalizzazione dei servizi di gestione dei rifiuti. «Un risultato importante – ha commentato l’assessore Tommaso Ferrari – frutto del lavoro congiunto tra Comune e AMIA: il progetto è arrivato secondo in Regione e primo per finanziamento».
Il cuore politico della serata è arrivato con l’approvazione del nuovo Statuto di AGEC. Il sindaco Tommasi ha ripercorso il senso della riforma: «AGEC oggi gestisce edilizia pubblica, farmacie, mense, musei, impianti sportivi. Serviva uno statuto all’altezza di questa complessità». Il testo rafforza la figura del direttore generale, introduce il vicedirettore, chiarisce competenze e regolamenti e consente attività fino al 20% anche fuori Verona. Centrale anche il tema dei compensi agli amministratori: «È legittimo prevederli – ha spiegato Tommasi – evitando rilievi della Corte dei Conti. Il Consiglio fisserà il tetto complessivo».
Nel dibattito, i consiglieri Beghini e Cugini hanno parlato di una riforma «politicamente rilevante», capace di rendere AGEC «più moderna e solida», soprattutto sul fronte dell’emergenza abitativa. Il sindaco ha infine precisato che l’applicazione dei compensi potrebbe slittare «alla prossima consiliatura, per evitare profili di contestabilità».
In chiusura, le comunicazioni: la consigliera Annamaria Molino ha donato al Consiglio due volumi della rivista Il Fracastoro, atti della Scuola Superiore di Formazione in Geriatria, «testimonianza – ha detto – di un impegno scientifico e culturale sempre più centrale per una città che invecchia».