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Tra mito, tradizione e spirito olimpico

La Festa veneziana e il corteo acqueo con lo scoppio della Pantegana accendono il Carnevale

Partite da Punta della Dogana, le barche hanno raggiunto il Ponte di Rialto

La Festa veneziana e il corteo acqueo con lo scoppio della Pantegana accendono il Carnevale

VENEZIA – Il Carnevale di Venezia 2026 si è aperto questa mattina con uno dei suoi riti più amati e identitari: la Festa veneziana. Il Canal Grande, trasformato per l’occasione in un suggestivo Olympus, è diventato palcoscenico di un maestoso corteo acqueo che ha visto sfilare oltre 140 imbarcazioni e quasi 800 vogatori in maschera, in un racconto collettivo capace di fondere memoria, immaginazione e partecipazione popolare.

In un anno che guarda alle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina, Venezia ha scelto di interpretare i valori dello sportimpegno, rispetto, inclusione e gioco di squadra – attraverso il tema Olympus: alle origini del gioco, promosso dal Comune di Venezia con Vela spa. L’acqua, elemento fondante della città, si è fatta così campo di gara simbolico, mentre i vogatori sono diventati atleti di una festa senza vincitori né vinti.

Partite da Punta della Dogana, le barche hanno raggiunto il Ponte di Rialto, dove la tradizionale Pantegana di cartapesta è scoppiata liberando una pioggia di coriandoli biodegradabili, nel segno della sostenibilità ambientale e del rispetto per la laguna. Rosso Venezia e giallo oro di San Marco hanno colorato cielo e acqua, tra applausi e stupore.

A dare il via ufficiale alla manifestazione è stato Giovanni Giusto, consigliere delegato alla Tutela delle Tradizioni, sottolineando come “dall’acqua parta il Carnevale dei veneziani di Venezia e del mondo”, celebrazione di una città viva che sa guardare al futuro senza perdere le proprie radici. La cerimonia, realizzata con il Coordinamento delle Associazioni Remiere di Voga alla Veneta, è stata accompagnata da musiche della tradizione.

Il tema olimpico ha preso forma in costumi e allestimenti capaci di evocare una moderna mitologia dello sport, come ha spiegato il direttore artistico Massimo Checchetto: un Carnevale immaginato come Olimpo contemporaneo, dove la festa popolare unisce passato e futuro.

La mattinata si è conclusa in Erbaria con le premiazioni delle imbarcazioni più originali, in un podio simbolico che ha celebrato creatività, inclusione e spirito di squadra. Grande attenzione è stata riservata anche alla sicurezza e alla sostenibilità, con un lavoro corale tra istituzioni e servizi, a tutela della città e della sua laguna.

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