Trevisi (PD) attacca dopo la bocciatura dell’emendamento per la scuola regionale: “Un’occasione persa per formare gli agenti e affrontare le nuove sfide sul territorio”. “Sulla sicurezza tutti parlano, ma quando si tratta di investire davvero le scelte raccontano un’altra storia”. È duro l’attacco del consigliere regionale del Partito Democratico Gianpaolo Trevisi dopo quanto accaduto in Consiglio regionale durante la votazione del collegato alla legge di stabilità.
Al centro della polemica, la bocciatura dell’emendamento che avrebbe stanziato un milione di euro per avviare concretamente la scuola regionale per la polizia locale, un progetto che – sottolinea Trevisi – era già stato più volte richiamato negli atti ufficiali della Regione.
Il consigliere ricostruisce il percorso: dalla mozione presentata a gennaio fino all’inserimento nel DEFR, il Documento di economia e finanza regionale, dell’impegno a sostenere la formazione degli agenti. Un indirizzo rafforzato anche da un emendamento approvato nei giorni scorsi. “Eppure – osserva – quando si è trattato di mettere le risorse necessarie, tutto si è fermato”.
Da qui le domande politiche: “Chi ha scritto il DEFR? E chi oggi ha votato contro questo finanziamento? Sono gli stessi che parlano continuamente di sicurezza e di tutela delle forze dell’ordine”.
Per Trevisi il nodo è tutt’altro che teorico. Forte della sua esperienza in polizia e alla guida della scuola di Peschiera del Garda, insiste su un punto: la qualità del lavoro sul territorio nasce dalla formazione. “Non parliamo di principi astratti, ma di strumenti concreti per affrontare situazioni sempre più complesse”.
Nel mirino anche le priorità di spesa. Il consigliere dem ricorda il sostegno del suo gruppo al finanziamento per il raduno nazionale degli alpini previsto a Verona nel 2028, ma evidenzia una contraddizione: “Se si trovano 800 mila euro per un evento, si poteva fare uno sforzo anche per la formazione della polizia locale”.
Una “occasione mancata”, la definisce Trevisi, non sul piano politico ma operativo: “Riguarda le donne e gli uomini che ogni giorno lavorano in contesti difficili e meritano strumenti adeguati”.
Al di là dello scontro in Consiglio regionale, il tema della formazione e delle risorse si intreccia con una situazione sempre più complessa sul territorio. A Verona, nelle ultime settimane, la CGIL ha denunciato criticità legate agli organici, ai carichi di lavoro e alla gestione della sicurezza urbana, chiedendo interventi concreti e non solo annunci. A Villafranca di Verona, invece, la tensione è arrivata a un punto di rottura: nel comando della polizia locale permane uno stato di crisi e i sindacati hanno proclamato uno sciopero per il prossimo 15 aprile. Segnali che raccontano una difficoltà diffusa, ben oltre il dibattito politico, e che riportano al centro una questione strutturale: senza investimenti e programmazione, la sicurezza rischia di restare più uno slogan che una risposta reale ai bisogni dei cittadini.