Nell’era delle piattaforme digitali e della visione individuale, il cinema può ancora essere un’esperienza collettiva? Parte da questa domanda “Cinema in sala e cultura viva”, il convegno in programma domani 24 marzo al Polo Universitario Santa Marta (Silos di Ponente, Sala Spc), che riporta al centro il ruolo delle sale come luoghi di incontro e partecipazione.
L’iniziativa si inserisce nel percorso del progetto Ri-Ciak, che punta a restituire alla città uno spazio culturale condiviso, e rappresenta un momento di riflessione su cosa si perde quando il grande schermo esce dalle sale e si sposta nei salotti domestici.
“Il Ri-Ciak è un progetto importante, che coinvolge oltre 700 soci uniti – sottolinea l’assessora alla cultura Marta Ugolini – per restituire alla città uno spazio culturale significativo. Non si tratta solo di un intervento di recupero, ma di un percorso condiviso che mette insieme raccolta fondi, partecipazione civica e il sostegno a un bando ministeriale su cui crediamo molto. Il convegno di domani 24 marzo in Università sarà un momento prezioso di confronto e approfondimento. Il cinema ha bisogno di luoghi e tempi dedicati, di attenzione e cura: questo progetto va proprio in questa direzione, restituendo uno spazio alla comunità.”
Il tema centrale resta il confronto tra due modalità di fruizione sempre più distanti: quella collettiva della sala e quella individuale dello streaming. A sottolineare la differenza è Loredana Aldegheri di MAG, cofondatrice dell’impresa sociale ViveVisioni: “Il cinema in sala crea comunità temporanee di spettatori: si ride insieme, si trattiene il fiato nelle stesse scene, si percepisce la reazione degli altri. Favorisce relazioni e incontri che possono portare scambi fecondi nella vita quotidiana delle persone. Lo streaming tende invece a normalizzare il film dentro il flusso quotidiano dei media, privilegiando accessibilità e consumo rapido”.
Il convegno, organizzato in collaborazione con il Comune di Verona, l’Università e Magis S.p.A., coinvolge numerose realtà del territorio con l’obiettivo di costruire nuove progettualità culturali e opportunità di lavoro.
Tra i protagonisti anche Alberto Battaggia, presidente della Commissione Cultura del Comune, che dialogherà con il critico cinematografico Giancarlo Beltrame: “È un progetto che racchiude diverse dimensioni importanti – spiega Battaggia -. C’è una forte componente sociale, con una partecipazione dal basso che si traduce anche in forme di azionariato diffuso. C’è una dimensione urbana, perché si parla di rigenerazione di uno spazio e di una comunità. E c’è una dimensione culturale, legata al ruolo del cinema oggi. Proprio mentre cambiano le modalità di fruizione, diventa fondamentale interrogarsi sul valore della sala”.
Il programma prevede anche una tavola rotonda online con esperienze italiane come Il Cinemino di Milano, PostModernissimo di Perugia e Cinema Troisi di Roma, coordinate dal professor Giacomo Mormino dell’Università di Verona. Attesi, tra gli altri, gli interventi dello psicoterapeuta Giuseppe Pecere, dell’attore Eugenio Franceschini e di esperti e studiosi del settore.
“Abbiamo sostenuto questo progetto fin dall’inizio – conclude Mormino – perché rappresenta un esempio concreto di rigenerazione urbana che è anche sociale. Il cinema ha un valore profondo: ci mette in contatto con storie e vite diverse dalle nostre, invitandoci a guardare il mondo attraverso lo sguardo degli altri. In un tempo in cui restiamo spesso chiusi nel nostro punto di vista, resta uno spazio fondamentale di apertura e immaginazione”.
Il dibattito sarà aperto a studenti, docenti, associazioni e cittadini. L’appuntamento è per domani 24 marzo, dalle 14.45 alle 18.