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Cronaca
24.03.2026 - 07:16
Un’aggressione brutale all’alba, una donna scaraventata a terra mentre si reca al lavoro e, poche ore dopo, il tentativo di lucrare sulla refurtiva con il metodo del cosiddetto “cavallo di ritorno”. Si chiude con un arresto e una denuncia l’episodio avvenuto sabato 21 marzo sul cavalcavia Borgomagno, uno dei principali snodi di accesso alla stazione ferroviaria.
La Polizia di Stato ha fermato in piazzale Stazione un cittadino marocchino di 29 anni, senza fissa dimora e irregolare sul territorio nazionale, ritenuto responsabile della rapina ai danni di una donna di 60 anni e della successiva tentata estorsione ai familiari della vittima. Con lui, un connazionale di 40 anni, denunciato a piede libero e già arrestato poche settimane prima per un episodio analogo.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, erano da poco passate le 4.30 quando la donna, cittadina moldava, stava raggiungendo il posto di lavoro attraversando il cavalcavia. Alle 4.33, come confermato dalle telecamere di videosorveglianza, è stata sorpresa alle spalle da un uomo che, con violenza, le ha strappato la borsa a tracolla. La vittima è stata trascinata per alcuni metri sull’asfalto prima che la cinghia cedesse, permettendo al rapinatore di fuggire.
Ferita e sotto shock, la sessantenne è riuscita comunque a raggiungere il luogo di lavoro, dove i colleghi hanno immediatamente allertato il 113. Trasportata in ospedale, le sono state riscontrate contusioni multiple con una prognosi di sette giorni. Nella borsa rubata c’erano telefono, documenti, chiavi, occhiali e una modesta somma in contanti.
Ma la vicenda non si è fermata alla rapina. Nel giro di poche ore, i familiari della donna hanno iniziato a ricevere chiamate dal cellulare sottratto: dall’altra parte, un uomo chiedeva 100 euro per restituire quanto rubato. L’incontro viene fissato in piazzale Stazione per le 7.30, ma i parenti, nel frattempo informati dell’accaduto, avvisano la polizia.
Gli agenti delle Volanti arrivano sul posto e individuano l’uomo che, per aspetto e abbigliamento, corrisponde a quello ripreso dalle telecamere. Ha ancora con sé il telefono e il portafoglio della vittima e pretende il denaro con atteggiamento intimidatorio. Scatta il fermo, ma il 29enne oppone resistenza, insulta e minaccia gli agenti e, una volta in auto, danneggia il veicolo di servizio colpendo i vetri con calci e testate.
Portato in Questura e identificato, emerge il suo passato con precedenti per reati contro il patrimonio. Le indagini lampo permettono inoltre di individuare un complice, rintracciato poco dopo nei pressi della stazione: si tratta di un 40enne marocchino, già arrestato a fine febbraio per aver estorto denaro a un giovane minacciandolo con una siringa.
Per il 29enne sono scattate le manette con accuse pesanti: rapina aggravata, tentata estorsione, resistenza, violenza, minacce e oltraggio a pubblico ufficiale, oltre al danneggiamento aggravato. È stato trasferito alla casa circondariale “Due Palazzi” a disposizione della Procura. Il complice è stato invece denunciato in stato di libertà, mentre sono state avviate le procedure amministrative per la revoca del permesso di soggiorno.
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