Sanità, M5S contrario alla chiusura dei punti nascita a Chioggia

punti nascitaJacopo Berti, capogruppo M5S e vicepresidente della Commissione Sanità in Consiglio regionale interviene a difesa dei punti nascita, commentando il progetto del Ministero della Salute, Beatrice Lorenzin, intenzionata a chiudere i punti nascita con meno di 500 parti all’anno.

Nel Veneto sarebbero sette i centri che verrebbero soppressi dall’eventuale provvedimento: Pieve di Cadore, Asiago, Valdagno, Venezia, Chioggia, Trecenta e Adria. “Con il rischio concreto – sottolinea Berti in una dichiarazione stampa – di un allargamento della forbice anche a Belluno, Arzignano e Vittorio Veneto.

“Soprattutto a poche ore dalle tragedie che abbiamo vissuto – prosegue Berti -, con due mamme morte in Veneto dopo esser state all’ospedale, ci sembra assurdo considerare tale evenienza. Pensando alle mamme in gravidanze a rischio, chiudere questi reparti significa condannarle a morte. Davvero vogliono mettere a rischio altre mamme e i loro piccoli?”.

Erika Baldin, consigliera regionale di Chioggia, interviene sul punto nascita della sua città: “Come sempre la questione è politica. Siccome a Chioggia arrivare ai 500 è difficile, la nostra proposta per il futuro può essere: per tutto il territorio lagunare, in presenza dei requisiti di sicurezza, l’abbassamento del numero a 450 o 400. L’ultimo dato certificato era appena sotto i 500 perché la Regione non aveva ancora registrato i nati nel periodo natalizio fino al 31 dicembre. Il punto nascita di Chioggia ha tutte le carte in regola per restare aperto. Non capiamo e non accettiamo questa pressione per chiuderlo”.

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