Piove di Sacco, polemica sul Decreto Lorenzin e sulla chiusura del punto nascite

Botta e risposta sul decreto tra Giannella e Recaldin

“Il Decreto Lorenzin, che fissava in 500 il numero minimo di parti – ha contrattaccato il gruppo consiliare della Lega guidato da Recaldin – è del 2015, quando al Governo c’era il Pd del sindaco Davide Gianella che, allora, non sollevò nulla a riguardo. Solo la Regione (leghista) predispose una delibera per chiedere una deroga. Siamo concordi sul fatto che il Punto nascite sia un servizio importante, come siamo sempre più consapevoli che la Sanità del futuro punterà sulle eccellenze e le specificità, nonostante Gianella sia rimasto l’unico in Provincia a credere il contrario. Capiamo però l’imbarazzo del sindaco che si è sempre vantato di non avere a bisogno di legami diretti con ministeri e governatori per amministrare. Ora, che dovrebbe invece dimostrare di essere in grado di avere rapporti con gli enti preposti e avere una visione strategica che vada oltre un marciapiede, dimostra come le cose stiano diversamente. Con l’ovvia conseguenza di lasciare Piove fuori dai giochi più importanti”.

“L’hanno chiuso loro – ha replicato Gianella – il Punto nascite! Come mai il decreto Lorenzin vale solo per Piove e non per, ad esempio, Portogruaro che è a guida leghista? L’importante è continuare con le brutte figure… Chi lavora in Regione per la lista Zaia, al posto di attaccare il sottoscritto, chieda supporto ai propri colleghi di partito: insieme faremo quadrato attorno al Punto nascite. Invece si continua ad attaccare il sindaco: è molto più comodo rispetto a cambiare il Decreto Lorenzin (la Lega governa da quasi un anno oramai) oppure dire con chiarezza cosa pensi la Regione sull’ospedale Immacolata Concezione”.

A. C.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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