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Taglio ai fondi per Etnofilmfest a Monselice

Per dodici edizioni l’evento dedicato al documentario etnografico ha portato grandi nomi a Monselice. Il Comune spiega la sua scelta

Fabio Gemo
Fabio Gemo, organizzatore dell’Etnofilmfest

Un taglio drastico ai fondi comunali e un evento culturale che se ne va. L’Etnofilmfest, dopo 12 edizioni su suolo monselicense, non verrà realizzato ai piedi della Rocca a causa di una riduzione dei finanziamenti da parte del comune.

È lo stesso regista e organizzatore della kermesse, Fabio Gemo, a darne notizia: “Etnofilmfest lascia Monselice. Ora nella sua 13° edizione, il nuovo comune ha deciso di ridurre i fondi per il festival del 80%, in altre parole, chiude”. Quelle di Gemo sono parole che arrivano dopo la decisione dell’Amministrazione comunale di destinare all’evento 5mila euro a fronte dei 20mila stanziati nel 2019. Decisione, questa, che il sindaco Giorgia Bedin e l’assessore alla cultura Andrea Parolo, hanno così spigato: “Questa Amministrazione comunale si è posta l’obiettivo di ampliare l’offerta culturale diversificando la programmazione degli eventi con il fine di attivare strategiche sinergie con il territorio, soprattutto a livello turistico ed economico, razionalizzando l’uso delle risorse delle casse comunali”.

Il festival dedicato al documentario etnografico ha portato a Monselice, nel corso degli anni, ospiti di caratura internazionale e legati al mondo delle performance, del documentario e della cultura in generale. Da parte sua il comune della Rocca ha supportato la kermesse “con un contributo annuale di 30 mila euro (nel corso degli ultimi dieci anni sono stati impegnati da parte del Comune circa 260 mila euro per la buona riuscita di questi eventi)” sottolinea il sindaco che prosegue nella sua nota “Tali importi, oggi, non sono più economicamente sostenibili, sia per la necessità di ampliare l’offerta culturale alle strategiche iniziative già descritte, sia a causa dei vincoli di bilancio”.

Oltre alle motivazioni economiche che già avevano imposto una riduzione dell’impegno di spesa per l’ultima edizione, la scelta è stata quindi dettata dalla volontà di investire, tra gli altri, in nuovi progetti come il Festival Biblico e il Festival dedicato a Federico II, in occasione dell’anniversario della sua incoronazione avvenuta 800 anni fa. Da Palazzo Tortorini emerge anche un’altra precisazione: nell’estate dello scorso anno, infatti, in un’ottica di collaborazione tra le parti, era stata rinnovata a Fabio Gemo la possibilità di usufruire degli spazi comunali per le sue attività e per mantenere la Scuola di Cinema Documentario Etnografico.

Mentre, per quanto riguarda la realizzazione dell’Etnofilmfest di quest’anno, il regista è stato invitato a coinvolgere nuovi sponsor in grado di cofinanziare il progetto per colmare l’ammanco necessario e contemporaneamente alleggerire la spesa delle casse comunali e dei contribuenti. Al momento la proposta non sembra aver trovato riscontro ma Fabio Gemo si sta muovendo, come da lui stesso affermato, per spostare il Festival in un altro luogo perché “Non c’è alcuna intenzione di chiuderlo”.

Martina Toso

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