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Cavarzere, impianto a biometano: “La Regione prenda posizione: non s’ha da fare”

Cavarzere, impianto a biometano. Il consigliere regionale dem Jonatan Montanariello afferma: “La Regione prenda posizione: non s’ha da fare. Ci troviamo di fronte a consumo di suolo agricolo, inquinamento atmosferico, fonte non rinnovabile”

Jonatan Montanariello

No all’impianto di biometano a Ca’ Venier a Cavarzere. Accanto al Comune di Cavarzere con il sindaco Henry Tommasi si schiera anche il consigliere regionale del Pd, Jonatan Montanariello, che è vicepresidente della commissione Ambiente e Urbanistica a Palazzo Ferro Fini. La richiesta è esplicita. “Ci troviamo di fronte – osserva Montanariello – a consumo di suolo agricolo, inquinamento atmosferico, fonte non rinnovabile: sulla carta non c’è un motivo valido per autorizzare il nuovo impianto per la produzione di biometano a Cavarzere, a ridosso delle abitazioni con potenziali conseguenze per la salute dei cittadini. Per questo chiediamo alla Regione di prendere ufficialmente posizione, tenendo anche conto della contrarietà dell’amministrazione comunale e delle osservazioni dell’Ulss 3. Un via libera sarebbe incomprensibile”.

Montanariello all’attacco

Montanariello va all’attacco sull’impianto che dovrebbe sorgere a Ca’ Venier, supportato dal sindaco Henri Tommasi, e lo fa rivolgendosi direttamente al presidente Zaia con un’interrogazione a risposta scritta.

La critica è al progetto e su rilievi specifici. “È un progetto – spiega – che deve essere accantonato, non convince nessuno tranne la ditta proponente. Il mese scorso si è svolta la Conferenza decisoria in forma sincrona a cui hanno partecipato i rappresentanti di Comune, Regione e Arpav. L’amministrazione Tommasi ha messo nero su bianco tutta una serie di criticità: è in contrasto con l’attuale pianificazione, il mancato assoggettamento alla Valutazione d’incidenza ambientale (Vinca) non è motivato con sufficiente chiarezza e lo studio di impatto veicolare non è adeguatamente approfondito”.

Il parere contrario dell’Ulss sull’impianto a biometano

“Se questo non bastasse – insiste il consigliere dem veneziano – c’è anche il parere del Dipartimento Prevenzione dell’Ulss 3 secondo cui un impianto del genere, configurato come industria insalubre di prima classe, dovrebbe collocarsi lontano da centri abitati. Ma non solo: viene cancellato altro suolo agricolo, aumentando la superficie impermeabilizzata. Sempre l’Ulss sottolinea come lo studio delle emissioni in atmosfera sia parziale, escludendo ad esempio l’impatto delle polveri totali”.

Dure le conclusioni finali. “Di fronte alle risoluzioni approvate in consiglio – conclude Montanariello – con l’impegno a puntare su energia da fonti rinnovabili non inquinanti, disincentivando quella da fonti che producono importanti quantità di particolato, la Regione ne prenda atto, sia coerente e lo blocchi”.

 

Alessandro Abbadir

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