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Mulino di Cappella, inquinamento da idrocarburi nelle acque: si cercano i responsabili

Brutta sorpresa nelle scorse settimane in un angolo di territorio: inquinamento da idrocarburi nelle acque del Mulino di Cappella, il Comune cerca i responsabili

Mulino di Cappella (Scorzè)

Acqua putrida, odori al limite del sopportabile e un numero molto alto di pesci morti. L’estate non è iniziata in maniera positiva per le acque sulla ciclabile prima del mulino di Cappella (Scorzè), alla confluenza tra il Rio ed il Dese all’altezza di via Tito Speri. Un inizio nel segno dell’allarme ambientale.

Cappella, le segnalazioni dei residenti

Come hanno subito riferito i residenti, dall’acqua si è diffuso un forte e acre odore, mentre la superficie si faceva sempre più scura e un grande numero di grossi pesci affollavano l’ultimo tratto del rio nei pressi della confluenza come fossero alla ricerca di ossigeno o in parte già morti. Le prime ipotesi si sono subito orientate verso lo sversamento di materiale inquinante e i residenti, preoccupati soprattutto per la situazione che poteva danneggiare i loro terreni agricoli, hanno immediatamente avvertito le autorità comunali.

Il sopralluogo del sindaco di Scorzè

Data la presenza in zona di molte attività industriali che usano l’acqua del fosso come risorsa primaria per irrigare le coltivazioni, si sono subito recati sul posto il sindaco del paese Nais Marcon e l’assessore al patrimonio e protezione civile Marco Pesce, che hanno immediatamente disposto per il posizionamento di sacchi di polvere e strutture contenitive per l’assorbimento di eventuali oli minerali. Dai primi controlli effettuati, poi, è stata in effetti confermata la presenza nelle acque di olio lubrificante esausto, proveniente probabilmente da residui di macchine agricole che è stato buttato nel fossato invece di essere portato nei regolari centri di raccolta.

Inquinamento da idrocarburi: un’azione non isolata

“E’ perfino inutile continuare a propagandare e a parlare di raccolta differenziata – è stato l’amaro commento del sindaco Marcon quando poi per furbizia o altro si preferisce non rispettare nemmeno le più elementari norme della salvaguardia ambientale. E del vivere civile”. A quanto sembra, oltretutto, non si sarebbe trattato di una azione isolata ma di uno sversamento più o meno costante e proseguito per diversi giorni, forse anche di settimane. “Verificheremo l’andamento della situazione – proseguono determinati dal Comune di Scorzèmonitorando la zona e l’intero corso del rio. Cerchiamo di non lasciare impunite certe situazioni ed invitiamo chiunque possa collaborare, in questo caso o in futuro, a contattare immediatamente il Comune nel caso si accorga di atti e comportamenti illeciti”

L’inquinamento ambientale è penalmente perseguibile e i responsabili se individuati vanno incontro ad un procedimento penale

Massimo Tonizzo

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