martedì, 6 Giugno 2023

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Maltempo e alluvioni, Emilia-Romagna in ginocchio per la crisi climatica

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Maltempo e alluvione in Emilia-Romagna: le principali informazioni sulla crisi climatica che sta investendo il nordest

L’Emilia-Romagna è stata travolta da due episodi di maltempo eccezionali in meno di tre settimane, che hanno provocato gravi alluvioni, frane, vittime e dispersi. In questo articolo cerchiamo di fare il punto della situazione e di capire le cause e le conseguenze di questi eventi.

Cosa è successo?

Tra il 1 e il 4 maggio e dalla mezzanotte del 15 maggio, la regione è stata investita da intense precipitazioni, che hanno superato la media trentennale dell’intero mese di maggio in un solo giorno in alcune località, come Cesena e Faenza. Queste piogge hanno fatto straripare 14 fiumi, tra cui il Savio, il Bidente, il Montone e il Lamone, che hanno invaso le città e le campagne circostanti. Il bilancio provvisorio è di 3 morti, 4 dispersi e oltre 5mila evacuati. Le zone più colpite sono state la provincia di Forlì-Cesena e quella di Rimini, ma anche Pesaro e Senigallia nelle Marche hanno subito danni.

Quali sono le cause?

La causa è sempre l’attività umana e l’inquinamento incontrollato. Andando poi a vedere a breve periodo il concatenarsi degli eventi troviamo una serie di fattori che hanno creato una sorta di tempesta perfetta. Da un lato, c’è stata l’irruzione di aria fredda dall’Europa occidentale, che ha incontrato l’aria calda proveniente dall’Est Europa, dalla Turchia e dai Balcani. Questo ha generato una forte instabilità atmosferica e una depressione al suolo che ha favorito lo sviluppo di nubi temporalesche. Dall’altro lato, c’è stata la condizione di siccità che ha preceduto il maltempo e che ha reso i terreni meno capaci di assorbire l’acqua, favorendo gli allagamenti. Inoltre, il territorio era già vulnerabile per le conseguenze della prima ondata piovosa e i fiumi erano al limite della capacità di assorbire l’acqua.

Quali sono le conseguenze?

Le conseguenze del maltempo sono drammatiche sia dal punto di vista umano che ambientale ed economico. Oltre alle vittime e ai dispersi, ci sono migliaia di persone che hanno dovuto abbandonare le loro case e i loro beni, molte delle quali non potranno tornare a breve. Ci sono anche danni ingenti alle infrastrutture, alle colture agricole, alle attività produttive e commerciali, al patrimonio culturale e storico. Il rischio idrogeologico è ancora elevato, soprattutto sull’Appennino romagnolo, dove si registrano frane e smottamenti. La situazione sanitaria è delicata, a causa del possibile inquinamento delle acque e della diffusione di malattie.

Cosa si può fare?

Per affrontare l’emergenza maltempo e alluvione in Emilia-Romagna è necessaria una risposta coordinata tra le istituzioni locali, nazionali ed europee, le forze dell’ordine, la protezione civile, i volontari e la popolazione. È importante seguire le indicazioni delle autorità competenti e non mettersi in pericolo o ostacolare i soccorsi. È necessario anche attivare i meccanismi di solidarietà e sostegno alle persone colpite dal disastro, sia attraverso donazioni che attraverso altre forme di aiuto concreto. Infine, è fondamentale riflettere sulle cause profonde del maltempo e sulle possibili soluzioni per prevenire o mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici sul nostro territorio.

Enrico Caccin

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