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cronaca
20.04.2026 - 14:19
Foto di repertorio
Un nuovo episodio di violenza scuote il sistema sanitario veneto. Nel fine settimana, al pronto soccorso dell’Ospedale di Dolo, un giovane paziente ha aggredito personale sanitario e addetti alla sicurezza, scatenando momenti di forte tensione all’interno della struttura.
Secondo quanto riferito, il ragazzo – arrivato in ospedale per una frattura al setto nasale riportata durante una rissa – avrebbe dato in escandescenze, colpendo con sputi, calci e percosse un’infermiera, un autista del Suem e una guardia. I tre operatori hanno riportato conseguenze fisiche, fortunatamente non gravi.
A condannare con fermezza l’accaduto è stato il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, che ha espresso vicinanza agli operatori coinvolti: “Ancora una volta la violenza colpisce chi si prende cura degli altri con professionalità. Si tratta di un fatto intollerabile, tanto più grave perché avviene in un luogo che dovrebbe essere inviolabile”.
Il presidente ha sottolineato come gli episodi di aggressione nei confronti del personale sanitario siano in aumento, evidenziando la necessità di rafforzare le misure di tutela. “Chi lavora nei pronto soccorso – ha aggiunto – è esposto quotidianamente a carichi di lavoro elevati e a situazioni di rischio che non possono essere ignorate”.
Negli ultimi anni, la Regione ha avviato interventi a sostegno del comparto dell’emergenza-urgenza, stanziando oltre 60 milioni di euro per indennità destinate a circa 3.200 operatori, tra infermieri, soccorritori e personale amministrativo. Un segnale, nelle intenzioni, per riconoscere la complessità e la gravosità di un servizio sempre più sotto pressione.
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