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UniPD, il futuro della didattica si confronta con l’IA: 14 atenei italiani in rete per ripensare l’apprendimento universitario

Convegno internazionale al Bo tra esperti globali, sperimentazioni in aula e nuove sfide per docenti e studenti nell’era dell’AI generativa

Foto di repertorio

Foto di repertorio

L’intelligenza artificiale entra sempre più stabilmente nelle aule universitarie e cambia il modo di insegnare e apprendere. Su questo scenario si concentra il convegno internazionale “Rethinking the University in the Age of Artificial Intelligence”, in programma mercoledì 22 e giovedì 23 aprile nell’Aula Magna del Bo, sede dell’Università di Padova.

L’appuntamento riunisce alcuni tra i massimi esperti mondiali del settore e mette attorno allo stesso tavolo 14 atenei italiani impegnati in una rete dedicata alla didattica innovativa e digitale. L’obiettivo è chiaro: capire come l’AI generativa stia ridisegnando i modelli formativi e quali principi dell’apprendimento vadano ripensati.

Tra i protagonisti anche Eric Mazur, docente di fisica ad Harvard e tra i pionieri della flipped classroom, il metodo che ribalta il modello tradizionale della lezione e mette gli studenti al centro del processo formativo.

Il convegno è promosso dall’Università di Padova insieme ad ALMA, rete nazionale di 14 università, nell’ambito del progetto PNRR Advanced Learning Multimedia Alliance for inclusive academic innovation.

Le prime due giornate saranno aperte al pubblico, mentre nel pomeriggio di giovedì sono previsti seminari riservati a docenti e personale tecnico degli atenei coinvolti, con l’obiettivo di condividere esperienze, buone pratiche e risultati delle ricerche raccolte tramite call for paper.

La trasformazione non riguarda solo le aule ma anche la formazione di chi insegna. «All’interno della rete ALMA il nostro impegno si concentra sulla formazione, che è la leva fondamentale per innovare la didattica», spiega Marina De Rossi, delegata alla didattica innovativa dell’Ateneo patavino. L’Università di Padova, insieme a Firenze, ha attivato percorsi di aggiornamento per docenti e tecnici, oltre alla progettazione di un master di secondo livello per formare gli educational technologist, figure che uniscono competenze pedagogiche e tecnologiche.

Accanto ai percorsi strutturati, il progetto prevede anche MOOC (Massive Open Online Courses) gratuiti e accessibili a livello globale, dedicati all’applicazione dell’AI nella didattica e collegati ai corsi universitari, ma fruibili anche da chi non è iscritto all’ateneo.

L’uso dell’intelligenza artificiale è già realtà in diverse discipline. «La sfida è integrare l’AI nella didattica in presenza e online», osserva Dario Da Re, responsabile scientifico del progetto DEH ALMA. «Cambia lo strumento, ma cambia anche il modo di insegnare: oggi il compito del docente è aiutare gli studenti a imparare a fare le domande giuste, prima ancora di dare risposte».

Esempi concreti arrivano da vari dipartimenti: dalle simulazioni economiche sui prezzi alle esercitazioni in ambito pedagogico basate su scenari generati dall’AI, fino ai tutor digitali che supportano lo studio con contenuti costruiti sui materiali dei docenti.

Tra le applicazioni più avanzate figura anche la medicina, dove l’intelligenza artificiale viene utilizzata per simulare storie cliniche e allenare gli studenti alla diagnosi in ambienti sicuri e realistici. In altri corsi vengono sperimentati tutor virtuali in grado di rispondere alle domande degli studenti.

L’AI entra inoltre nel delicato ambito delle tesi di laurea e di dottorato, tema affrontato da linee guida dedicate che ribadiscono un principio centrale: la responsabilità resta sempre a carico di studenti e docenti, che devono verificare contenuti, attendibilità e correttezza delle fonti generate dagli strumenti digitali.

Ad aprire i lavori saranno i saluti della rettrice Daniela Mapelli, seguiti dagli interventi di Marina De Rossi e di Fortunato Musella, coordinatore del progetto ALMA.

Tra i keynote speaker figurano anche Payal Arora, dell’Università di Utrecht, che porterà l’attenzione su un’AI costruita attraverso le comunità e inclusiva; Luca Longo dello University College Cork, che parlerà di ambienti di apprendimento in cui la tecnologia potenzia il pensiero critico; Wayne Holmes dello University College London, che analizzerà le implicazioni etiche e sociali dell’AI nell’educazione; e Nolan Quella, fondatore di Perusall, che illustrerà nuovi strumenti per la valutazione e la collaborazione tra studenti.

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