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Medicina d'avanguardia

All’Ospedale di Chioggia arriva la nefrectomia radicale laparoscopica per il trattamento dei tumori renali

L’Ulss 3 Serenissima introduce nel presidio clodiense una tecnica chirurgica mini-invasiva di livello avanzato, resa possibile da nuove tecnologie e dal lavoro congiunto di Urologia e Chirurgia

Il Direttore Zuin con i Primari Ramuscello (a sin.) e Battanello

Il Direttore Zuin con i Primari Ramuscello (a sin.) e Battanello

Un nuovo traguardo per l’Ospedale della Navicella: le équipe di Urologia e Chirurgia hanno avviato anche a Chioggia la nefrectomia radicale laparoscopica, procedura di alto livello per il trattamento del tumore del rene. Secondo la direzione sanitaria, l’arrivo di questa tecnica conferma l’elevato standard raggiunto dal presidio e si fonda su tre elementi chiave: tecnologie all’avanguardia, competenze specialistiche consolidate e una collaborazione multidisciplinare ormai rodata tra i reparti coinvolti, guidati dai primari Wanni Battanello e Salvatore Ramuscello.

La nefrectomia radicale laparoscopica è un intervento mini-invasivo per l’asportazione completa del rene, effettuato tramite piccole incisioni addominali che consentono al chirurgo di operare con l’ausilio di una telecamera. Come spiegano gli specialisti, questa tecnica trova applicazione nei tumori renali, nei reni non più funzionanti a causa di infezioni gravi, calcolosi complesse o malformazioni, e offre vantaggi rilevanti rispetto alla chirurgia tradizionale a cielo aperto: dolore post-operatorio ridotto, cicatrici minime, degenza più breve e recupero più rapido.

L’intervento rappresenta oggi il riferimento per la chirurgia renale oncologica e benigna e, quando indicato, può essere eseguito anche in forma parziale, preservando la porzione sana dell’organo. Tra i benefici segnalati dai chirurghi figurano un minore impatto estetico e funzionale, un rischio più contenuto di infezioni della ferita e la possibilità di tornare presto alle normali attività. A Chioggia sono già stati trattati tre pazienti, di 54, 73 e 78 anni, con una degenza complessiva, tra pre e post operatorio, di circa quattro o cinque giorni.

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