martedì, 23 Aprile 2024
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Maserà di Padova: il parco di villa Petrobelli diventa una tesi di laurea

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Il giardino è monumentale come gli alberi che vi sono contenuti e ora è al centro dell’opera del giovane Erik Dalla Valle

A Maserà c’è un parco, vero scrigno di rarità e biodiversità: è il parco di villa Petrobelli, a Cà Murà di Bertipaglia, custodito e preservato dal conte Sergio Chiesa Petrobelli, per quarant’anni curatore dell’erbario dell’Orto Botanico di Padova. E oggi sappiamo quante e quali piante contiene, grazie alla scrupolosa classificazione che Erik Dalla Valle ne ha fatto per la sua tesi di laurea dal titolo «Censimento e descrizione delle specie arboree ed arbustive del parco di Villa Petrobelli: uno scrigno di biodiversità nella pianura della bassa padovana». Un lavoro immenso, svolto in circa un migliaio di ore, che occupa la bellezza di 1.200 e che è valso al giovane studente il voto massimo di 110 e lode.

Erik Dalla Valle ha sempre avuto la passione delle piante, fin da quando da bambino aiutava il nonno nella preparazione dell’orto casalingo. Ha studiato all’istituto tecnico agrario Duca degli Abruzzi e poi si è iscritto alla Scuola di Agraria all’Università di Padova.

Per redigere la sua tesi di laurea ha scelto di classificare le piante presenti all’interno del parco di villa Petrobelli, analizzandole e studiandole durante l’estate del 2023.

«Ho catalogato tutte le piante arboree ed arbustive che fossero alte più di un metro – illustra Erik –. Nel parco della villa vi sono specie provenienti da tutto il mondo e di particolare pregio: un assoluto tesoro di biodiversità».

Il conte Sergio Chiesa Petrobelli, lavorando all’orto botanico, ha potuto prelevare alcuni semi e testare la resistenza di numerose piante nel suo parco, dotato di serra, in quella che lui stesso ha definito la succursale dell’orto botanico.

Nei 3,5 ettari di ampiezza del parco sono presenti 987 esemplari, suddivisi in 246 specie diverse appartenenti a 66 famiglie diverse. Tra le 246 specie, 125 sono arboree e 108 arbustive. Le restanti sono suddivise in una specie di palma, 9 grandi erbe e 3 erbe rampicanti.

Sette alberi (sei pioppi appartenenti a tre specie differenti e un gelso bianco) per il valore naturalistico e per le dimensioni che hanno raggiunto potrebbero essere segnalati per essere inseriti all’interno dell’Elenco degli alberi monumentali d’Italia.

È presente anche un filare di Pecan (gli alberi che producono un tipo di noce) che costeggia via Merano e che per la sua unicità e rarità botanica potrebbe rientrare anch’esso nell’elenco degli alberi monumentali.

E se qualcuno fosse interessato a leggere la tesi di Erik può farlo accedendo liberamente all’archivio digitale delle tesi dell’Università di Padova: a breve una copia dovrebbe trovare posto anche alla biblioteca comunale di Maserà.

Cristina Salvato