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La pittura del vero. Una stagione veneta tra realtà e visione

Vicenza, Museo Civico di Palazzo Chiericati

La pittura del vero. Una stagione veneta tra realtà e visione

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Nel 170° anniversario della sua inaugurazione, il Museo Civico di Palazzo Chiericati celebra la propria storia e la sua vocazione più autentica: quella di custode della memoria e di interprete generoso del patrimonio culturale cittadino. Lo fa con una mostra che è insieme atto di riconoscenza e gesto di fiducia nel valore della condivisione, dedicata alla recente donazione Colbacchini, un corpus di 51 opere che restituisce tutta la complessità e la ricchezza della pittura veneta tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento.

La pittura del vero prende forma come un racconto corale, fatto di dipinti e disegni che attraversano una stagione cruciale della storia dell’arte lagunare e regionale. È l’epoca postunitaria, segnata da un’urgenza nuova di guardare la realtà senza filtri, di restituirla nella sua concretezza quotidiana, ma anche nelle sue tensioni sociali, luminose e oscure. Il realismo e il verismo diventano linguaggi privilegiati, capaci di dialogare con le più aggiornate esperienze nazionali ed europee: dall’eredità dei macchiaioli alla Scuola paesaggistica di Posillipo, fino alle suggestioni dell’impressionismo francese e alle atmosfere più intime e notturne del simbolismo.

La mostra inaugura le rinnovate sale al piano terra del museo, ora destinate alle esposizioni temporanee, e presenta 40 opere della donazione Colbacchini, affiancate da una selezione di disegni provenienti dalla raccolta privata del donatore. Un allestimento che non si limita all’esposizione, ma costruisce un dialogo serrato tra opere, epoche e sensibilità.

I nomi che emergono raccontano una stagione artistica fecondissima: da Ippolito Caffi a Giacomo Favretto, da Luigi Nono a Guglielmo Ciardi, passando per Alessandro Milesi, Pietro Fragiacomo, Bartolomeo Bezzi, Noè Bordignon, Achille Beltrame, Cesare Laurenti, Federico Zandomeneghi, Ettore Tito e Mario De Maria. Artisti diversi per formazione e temperamento, ma uniti dalla volontà di raccontare il mondo senza idealizzazioni, restituendone la verità profonda.

Le opere esposte parlano di paesaggi attraversati dalla luce, di interni silenziosi, di figure colte nel lavoro o nella vita quotidiana. Ogni tela è un frammento di storia, ogni segno un gesto di osservazione attenta, mai neutra. Il “vero” non è mai semplice cronaca: è interpretazione, scelta, sguardo.

In questo senso, la mostra non è soltanto una celebrazione anniversaria, ma un invito a riscoprire la modernità di una pittura capace di interrogare ancora il presente. Palazzo Chiericati si conferma così luogo vivo, dove il passato non è mai museo di se stesso, ma materia viva che continua a dialogare con chi osserva.

Questa mostra non è solo un tributo ai protagonisti di una stagione, ma un’occasione concreta per riscoprire il valore della pittura come lente attraverso cui osservare i cambiamenti della società e del paesaggio. Le opere dialogano tra loro e con lo spettatore, invitando a rallentare lo sguardo, a interrogarsi, a lasciarsi sorprendere dalle sfumature e dalle tensioni che attraversano ogni tela.

Le sale di Palazzo Chiericati – con la loro luce, i capitelli, la solida presenza rinascimentale – offrono un contesto perfetto per questa rassegna. Entrare in questa mostra significa concedersi il tempo di una riflessione sulla modernità degli artisti veneti, capaci di trasformare il “vero” in poesia visiva, e di restituire al presente una eredità che continua a parlare con forza.

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