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08.03.2026 - 16:01
Adria
Il Partito democratico di Adria non si dice contrario alla memoria di Sergio Ramelli, ma accusa la giunta Barbujani di trasformare la decisione in un gesto politico
Il Circolo del Partito democratico di Adria interviene sulla decisione della giunta guidata dal sindaco Massimo Barbujani di intitolare un parco cittadino a Sergio Ramelli, giovane militante del Movimento sociale italiano morto nel 1975 a seguito delle gravi ferite riportate durante un’aggressione da parte di giovani di opposta tendenza politica.
La delibera di giunta dovrà ora passare al vaglio della Prefettura di Rovigo, come previsto dalla normativa vigente per le intitolazioni di spazi pubblici.
In una nota ufficiale, i democratici adriesi precisano di non essere “così poco avveduti da dirsi contrari all’intitolazione di un luogo che ricordi Sergio Ramelli”, ma criticano il modo in cui la decisione è stata presentata dall’amministrazione. “E' una polemica vecchia di decenni , la Giunta di Adria arriva buona ultima . Chi non ha problemi con il proprio passato, non ha difficoltà a vedere oggettivamente la realtà , invece vogliono far apparire questo atto come una rivincita come un “trofeo” da esibire ai neofascisti di casa nostra. Uno “sdebitamento” e “sdoganamento” dell'estrema destra locale che potrebbe portare qualche nuovo vantaggio elettorale come avvenuto in passato.”
Il riferimento è anche alle modalità con cui è stato annunciato il progetto. “È sintomatico – scrivono i dem – che l’annuncio in toni così alti sia una proposta del vicesindaco Federico Simoni e non direttamente dal sindaco Barbujani, la cui famiglia è notoriamente antifascista”.
Per il Pd, invece, l’intitolazione del parco potrebbe rappresentare l’occasione per una riflessione più ampia su ciò che accadde in Italia negli anni Settanta: dalla strategia della tensione alla stagione delle stragi, dal terrorismo rosso e nero al ruolo della loggia Propaganda Due, fino al rapimento e all’uccisione di Aldo Moro.
Una riflessione che, secondo i democratici, dovrebbe coinvolgere anche il territorio Polesano. Nel documento dei Dem, viene ricordato” Franco Freda che è di origini adriese, come sono Polesani alcuni dei responsabili dei fatti legati alla stragi di Piazza Fontana, di Bologna e di Brescia. I conti con la propria storia si fanno anche così, cercando di capire.Va superata, perciò, la logica della propaganda e della “cultura da sussidiario” . Chiediamo che questo “filone” si concretizzi nelle prossime iniziative storico-culturali dell'Amministrazione Comunale , su questo confidiamo nel Referente della Biblioteca Comunale, Paolo Rigoni che sappiamo essere figura rigorosa e competente”- concludono i Dem adriesi.
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