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La Segnalazione del WWF

Discarica abusiva nella golena del Po a Bottrighe

WWF: “Pulizia impossibile per i volontari” 

Adria-Bottrighe: Discarica Abusiva

Adria-Bottrighe: Discarica Abusiva

Un cumulo di rifiuti abbandonati nella golena del Po, in località Bottrighe ad Adria, riaccende l’allarme ambientale nel territorio del Delta. La segnalazione arriva dalle guardie del WWF di Rovigo, che chiedono l’ intervento degli enti competenti per la bonifica dell’area e per individuare i responsabili dello scarico illegale in una zona protetta del Parco regionale del Delta del Po.

ADRIA – Un cumulo di rifiuti abbandonati nella golena del Fiume Po, in località Bottrighe, riaccende l’allarme ambientale nel territorio di Adria. L’area interessata ricade in una zona particolarmente sensibile: si trova all’interno del Parco regionale del Delta del Po e  golena fluviale di competenza dell’Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPo),

La segnalazione arriva dalle guardie giurate del nucleo provinciale di WWF di Rovigo che, durante un servizio di vigilanza ambientale, hanno individuato un accumulo di rifiuti di varia natura scaricati illegalmente nell’area golenale.

Nel cumulo sono stati individuati macerie edili, laterizi, intonaci, serramenti, imballaggi e coperte. Non si esclude inoltre la presenza di materiali potenzialmente pericolosi, come residui di vernici, che dovranno essere verificati attraverso accertamenti tecnici.

L’episodio configura una violazione precisa delle normative ambientali. L’articolo 192 del decreto legislativo 152/2006, il cosiddetto Codice dell’Ambiente, vieta infatti l’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti sul suolo e nel sottosuolo, imponendo la rimozione a carico del responsabile o, qualora non venga individuato, dell’ente competente. A questo si aggiungono le disposizioni della legge 394 del 1991 sulle aree naturali protette, che vietano attività dannose per l’integrità degli ecosistemi all’interno dei parchi.

Ma nella segnalazione emerge anche un altro punto cruciale: la bonifica dell’area non può essere affidata ai volontari.

Associazioni ambientaliste come WWF, Legambiente, Plastic Free Onlus e molte altre realtà attive nel territorio sono spesso protagoniste di giornate di pulizia ambientale e sensibilizzazione. In questo caso però la situazione è ben diversa. La morfologia del sito richiede l’utilizzo di mezzi meccanici e l’accesso alla zona è possibile solo con attrezzature adeguate. Inoltre i rifiuti da demolizione e la possibile presenza di sostanze pericolose devono essere gestiti da operatori autorizzati e specializzati.

A tutto questo si aggiungono le norme sulla sicurezza previste dal decreto legislativo 81/2008, che impongono,dispositivi di protezione individuale e supervisione tecnica qualificata. Condizioni indispensabili che non possono essere garantite in un intervento spontaneo di volontari.

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