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07.02.2025 - 16:57
Tra maggio e ottobre 2021, l’Istat ha realizzato un’indagine per studiare i comportamenti dei ragazzi frequentanti la scuola secondaria di primo grado e di secondo grado.
In questo quadro, il 9,4% degli intervistati ha dichiarato di aver assistito in prima persona o di essere venuto a conoscenza durante la pandemia di episodi di cyberbullismo sui suoi compagni di scuola (oltre 350 mila ragazzi). Sono soprattutto i ragazzi delle scuole secondarie di primo grado ad avere assistito o a essere venuti a conoscenza di questo tipo di comportamenti (11,7% contro 7.9% delle scuole primarie).
Tra le ragazze, la quota è più alta rispetto ai coetanei maschi: rispettivamente 11,3% contro 7,6%. Per i ragazzi stranieri la percentuale di persone che hanno assistito o saputo di episodi di cyberbullismo sale al 12% (per gli italiani è 9,2%).
Riguardo gli specifici comportamenti, il 4,2% degli studenti e il 5,3% delle studentesse delle scuole secondarie dichiara di essere stato offeso (anche on line) con soprannomi, parolacce e insulti. Sono stati presi in giro per l’aspetto fisico e il modo di parlare il 3,0% dei ragazzi e il 3,9% delle ragazze. Sono stati presi di mira raccontando in giro storie diffamatorie (anche online) il 2,3% degli studenti e il 3,9% delle studentesse. Spintoni, botte, calci e pugni hanno riguardato invece più i maschi (1,1%) che le femmine (0,4%).
Questi dati sono da leggere in un contesto che è quello pandemico e in cui erano presenti ancora alcune restrizioni per prevenire la diffusione del Covid-19.
Il Laboratorio di Epidemiologia dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Cnr-Ifc) presenta in anteprima i risultati dello studio ESPAD®Italia 2024 con particolare riferimento al fenomeno del cyberbullismo, evidenziando come questo sia in continuo aumento tra i giovani italiani.
Nel 2024, in particolare, si osserva una leggera inversione di tendenza rispetto ai periodi precedenti: se nel triennio 2021-2023 erano principalmente le ragazze a segnalare esperienze di vittimizzazione, oggi sono i ragazzi a subire di più.
Oltre 800.000 studenti (32%) hanno agito cyberbullismo, con una percentuale poco più alta tra i ragazzi (35%) rispetto alle ragazze (29%). Il dato nel 2024 segna un record negativo, registrando il suo valore più alto di sempre.
In Veneto i dati sono in linea con quelli nazionali: in crescita gli episodi soprattutto nella fascia di età fino ai 13 anni. Secondo la Polizia Postale “In Italia i casi presi in carico sono cresciuti del 12% tra il 2023 e il 2024”.
Il segretario regionale della Uil Roberto Toigo ha commentato “Il bullismo è una piaga vergognosa che va contrastata pienamente. E’ un fenomeno che, se una volta si sentiva ma era circoscritto a pochi casi, oggi sta dilagando mettendo in ginocchio i nostri ragazzi. Frequentemente i giovani non hanno il coraggio di parlare di bullismo in famiglia, a scuola o con le forze dell’ordine. Non denunciano e, quando lo fanno, spesso è tardi. Come Uil Veneto abbiamo preso a cuore questo tema e cominceremo ad affrontarlo con azioni che presenteremo a breve”.
In occasione della ricorrenza, la società civile e il mondo dell’associazionismo si sono mobilitati con manifestazioni in diverse città venete.
Giulia Sciarrotta
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