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Nuova candidatura
10.11.2025 - 17:06
Gabriele Risica e Giovanni Manildo
«Una sanità pubblica forte è il primo diritto di ogni cittadino». Con queste parole Giovanni Manildo, candidato presidente del Veneto per la coalizione di centrosinistra, ha aperto la conferenza stampa dedicata a sanità e sociale, presentando le linee guida del suo programma elettorale e annunciando in anteprima la figura che guiderebbe l’assessorato alla Sanità in caso di vittoria: Gabriele, detto "Mimmo", Risica.
Medico del Servizio Sanitario Nazionale per 35 anni e già primario di cardiologia all’Ospedale Civile di Venezia, Risica ha un curriculum di tutto rispetto: volontario di Emergency dal 2006, ha partecipato a numerose missioni umanitarie in Africa e nel Mediterraneo, coordinando personale e attività mediche in 10 ospedali e diverse cliniche italiane.
«Abbiamo voluto indicare un nome prima del voto – ha spiegato Manildo – una persona di grande competenza, completamente estranea alle logiche politiche e spartitorie che hanno caratterizzato la sanità veneta negli ultimi anni».
Il candidato ha denunciato le difficoltà del servizio sanitario regionale: liste d’attesa in aumento, carenza di medici e crescente ricorso alla sanità privata. «È una ferita nella nostra comunità – ha detto – che trasforma la salute in un bene per pochi. Noi vogliamo invertire la rotta».
Risica ha sottolineato la propria visione: «Il nostro faro sarà l’articolo 32 della Costituzione, che sancisce il diritto universale alla cura. La sanità non si misura con i nastri tagliati, ma con la capacità di garantire ai cittadini le cure di cui hanno bisogno».
Il programma prevede un piano straordinario di assunzioni di medici, infermieri e operatori sociosanitari, con formazione gratuita e borse di studio per studenti di medicina che si impegneranno a lavorare nel Veneto per almeno due anni. Forte attenzione sarà dedicata alla prevenzione, anche per alleggerire i Pronto Soccorso.
Un capitolo importante riguarda gli anziani e le persone fragili: oltre alla riforma delle Ipab, Manildo promette la realizzazione di 100 nuove strutture di cohousing e un fondo straordinario da 150 milioni in tre anni per garantire assistenza ai circa 10 mila veneti oggi esclusi dai servizi. Previsto anche un piano per la salute mentale e il benessere dei giovani, con psicologi territoriali più accessibili.
«Stefani parla di cambio di marcia, ma è stata la Lega a bloccare le riforme in questi anni – ha concluso Manildo –. Noi vogliamo restituire al Veneto una sanità pubblica forte, giusta e vicina alle persone».
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