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Crisi scolastica

Sciopero del personale scolastico a Venezia: lavoratori in piazza per condizioni di lavoro peggiorate e tagli ai servizi

Dopo mesi di incontri senza risultati, i sindacati proclamano 14 ore di sciopero per denunciare la carenza di personale, i continui spostamenti forzati e la soppressione del supporto ai bambini con difficoltà nelle scuole cittadine

Locandina dello sciopero

Locandina dello sciopero

La protesta del personale AMES, l’azienda che gestisce i servizi scolastici nella città lagunare, entra nel vivo. Mercoledì 7 gennaio i lavoratori saranno davanti alle scuole e nelle piazze per spiegare ai cittadini le ragioni della mobilitazione, che culminerà giovedì 8 gennaio con una giornata intera di sciopero.

Le quattordici ore di stop sono state decise dopo assemblee molto partecipate, a causa di una situazione ritenuta ormai insostenibile dai dipendenti. Secondo i sindacati, gli accordi economici recenti non risolvono i problemi di fondo: le condizioni di lavoro sarebbero peggiorate soprattutto dopo la riorganizzazione dello scorso agosto, giudicata illegittima e attuata senza reale confronto con il personale. “L’azienda e il Comune pensano di risolvere la carenza di organico spostando continuamente il personale tra i plessi, ma così non si affronta davvero il problema”, spiega Marco Dario della FP CGIL di Venezia.

Dal 2015, il servizio è stato progressivamente ridotto: la pianta organica è calata del 38%, lasciando le scuole scoperte e il personale delle cucine e dei servizi ausiliari esausto. Nonostante l’aumento dei carichi di lavoro, i dipendenti titolari di sede restano meno di 180. La gestione dei cosiddetti “Jolly” per spostamenti quotidiani ha creato instabilità organizzativa, compromettendo la continuità educativa e la professionalità dei lavoratori.

La soppressione del servizio di supporto ai bambini con difficoltà ha colpito le fasce più fragili, suscitando critiche da parte dei sindacati. “Abbiamo cercato ogni forma di dialogo, persino davanti al Prefetto, ma gli impegni presi non sono stati rispettati”, sottolinea Paolo D’Agostino della FP CGIL di Venezia, ricordando che la precedente assessora alle politiche educative Laura Besio aveva confermato pubblicamente il ripristino del servizio.

I dati del Comune sulle società partecipate confermano un taglio di circa 3,5 milioni di euro e oltre 130 unità di personale, certificando così il ridimensionamento dell’azienda.

Di fronte alla rottura del dialogo e al mancato rispetto degli accordi, lo sciopero è l’unico strumento rimasto per far sentire la propria voce. L’iniziativa mira non solo a difendere i diritti dei lavoratori, ma anche a garantire la qualità e la sicurezza dell’educazione dei bambini veneziani, sottolineano i sindacati.

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