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Sicurezza urbana di genere in Veneto: 3 donne su 4 hanno subito molestie nei luoghi pubblici

La ricerca dell'Università di Padova rivela la paura e l'insicurezza che le donne vivono quotidianamente nelle città venete

Sicurezza urbana di genere in Veneto: 3 donne su 4 hanno subito molestie nei luoghi pubblici

Commissione regionale per la realizzazione delle pari opportunità tra uomo e donna

Oggi, la Commissione regionale per la realizzazione delle pari opportunità tra uomo e donna ha presentato i risultati di una nuova e approfondita ricerca condotta dall’Università degli Studi di Padova, Dipartimento FISPPA Sezione di Psicologia Applicata. L’indagine, promossa dalla Commissione regionale, ha esplorato la percezione della sicurezza urbana dal punto di vista delle donne nelle sette principali città della Regione Veneto.

Lo studio, realizzato dai professori Marialuisa Menegatto e Adriano Zamperini, ha coinvolto 575 donne, che hanno risposto a un questionario dal 8 luglio al 31 ottobre 2025. Dei questionari raccolti, 376 sono stati considerati validi per l’analisi. L’obiettivo era esaminare non solo la percezione di sicurezza, ma anche le pratiche di utilizzo dello spazio pubblico e i fattori psicosociali che influenzano l’esperienza femminile negli ambienti urbani.

La sicurezza urbana come problema complesso e multidimensionale Dai dati emerge che la percezione della sicurezza è influenzata da vari fattori, tra cui le caratteristiche individuali, la presenza di estranei, l'illuminazione delle zone, la visibilità degli spazi e la possibilità di fuga. Nonostante alcune differenze tra le città, il fenomeno si presenta come un problema comune: molte donne hanno riferito alti livelli di paura, frequentano spazi urbani con una certa cautela e spesso adottano strategie di evitamento o si fanno accompagnare per evitare il rischio di molestie.

Inoltre, l’indagine ha identificato diversi fattori che influenzano positivamente la percezione di sicurezza, tra cui la presenza di forze dell’ordine, una buona illuminazione, e l’affollamento dei luoghi, che riduce il senso di vulnerabilità.

Le molestie quotidiane: un’esperienza diffusa e silenziosa Un dato particolarmente allarmante riguarda le esperienze di molestie: ben il 73% delle donne intervistate, ovvero circa tre su quattro, ha dichiarato di aver subito almeno una molestia in spazi pubblici, che vanno da commenti e sguardi indesiderati a gesti osceni, fino a minacce e aggressioni fisiche. Tuttavia, la maggior parte di queste violenze non viene denunciata, in quanto molte donne le considerano "normali" o parte della vita quotidiana, creando un circolo vizioso di paura e silenzio.

Una percezione di insicurezza diffusa tra le donne venete La ricerca ha messo in luce che le donne sono particolarmente preoccupate per la propria sicurezza nei trasporti pubblici durante le ore serali e notturne. La paura di essere derubate, aggredite fisicamente o di subire danni ai propri beni è costantemente presente, mentre un numero significativo ha espresso timore per le attività delle bande criminali o per essere vittime di rapine. Al contrario, le preoccupazioni legate al terrorismo sono state percepite come meno urgenti.

La percezione di rischio si estende anche alla difficoltà di fuggire in caso di pericolo, con molte intervistate che hanno segnalato la presenza di ostacoli fisici, come strade strette o scarsa visibilità, che rendono difficile trovare una via di fuga in situazioni di emergenza.

I fattori che migliorano la sicurezza urbana Sebbene la maggior parte delle donne percepisca l'ambiente urbano come insicuro, l’illuminazione delle strade e la presenza di forze dell’ordine sono stati indicati come elementi che contribuiscono a ridurre la percezione di pericolo. Anche l’affollamento di persone in un’area contribuisce ad aumentare il senso di sicurezza, mentre spazi isolati e scarsamente illuminati sono considerati ad alto rischio.

Evitamento e protezione: le strategie quotidiane delle donne Molte donne adottano diverse strategie per proteggersi. Tra le principali misure di sicurezza, figurano il cambiamento di strada, l’accompagnamento con un animale domestico, l’uso di applicazioni per la sicurezza sui telefoni mobili e l’evitare di uscire sole di notte. La presenza di telecamere di sorveglianza e la vicinanza ai trasporti pubblici sono anch’esse considerate fattori protettivi.

Il punto di vista delle istituzioni e degli esperti Loredana Zanella, presidente della Commissione regionale per le pari opportunità, ha sottolineato l’importanza di questa ricerca come base per interventi concreti per migliorare la sicurezza urbana, non solo per le donne ma per tutta la comunità. «La sicurezza urbana riguarda tutti, ma è fondamentale che le città siano progettate in modo da rispondere alle esigenze di sicurezza delle donne, che sono spesso le più vulnerabili».

Marialuisa Menegatto ha evidenziato che la ricerca va oltre la semplice prevenzione della criminalità grave, poiché le molestie quotidiane sono un fattore che influisce pesantemente sulla libertà di movimento e sulla qualità della vita delle donne. «Per garantire pari opportunità, dobbiamo lavorare per rendere gli spazi pubblici sicuri e inclusivi per tutti,» ha dichiarato.

Adriano Zamperini ha aggiunto che la sicurezza urbana di genere richiede interventi a 360 gradi, che includano miglioramenti nell’ambiente fisico, nelle pratiche sociali e nelle percezioni culturali della violenza di genere.

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