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Istruzione
22.01.2026 - 11:10
I dati delle rilevazioni Eduscopio e Invalsi vanno oltre le semplici classifiche delle scuole superiori, rivelando molto di più sui percorsi educativi e sulla qualità della formazione. Questi strumenti, infatti, non si limitano a misurare solo gli esiti finali, ma offrono una panoramica più completa, che include la capacità delle scuole di accompagnare gli studenti lungo tutto il loro percorso. In questo scenario, il Collegio Vescovile Pio X di Treviso emerge come un esempio di solidità educativa, con una percentuale elevata di studenti che completano il loro ciclo di studi nei tempi previsti, praticamente azzerando la dispersione scolastica.
Spesso, nel dibattito sulle scuole superiori, si contrappongono eccellenza e inclusione, come se fossero obiettivi incompatibili. Tuttavia, i dati dimostrano che il successo scolastico nel lungo periodo dipende dalla capacità di combinare rigorosità con un supporto educativo costante. “L’eccellenza non si basa solo su una selezione iniziale, ma su obiettivi chiari e sulla solidità della comunità educante nel fornire le competenze necessarie per raggiungerli”, sottolinea Laura Catella, direttrice didattica del Collegio Vescovile Pio X.
Un altro indicatore importante riguarda il passaggio all’università: gli studenti del Pio X che intraprendono un percorso universitario in Italia superano spesso le difficoltà del primo anno, ottenendo risultati che, in alcuni indirizzi, sono superiori alla media regionale. Tuttavia, una parte degli studenti sceglie di proseguire gli studi all’estero o opta per un periodo di riflessione prima di decidere, un aspetto che non sempre emerge nelle statistiche, ma che contribuisce a definire l’esito complessivo. Gli studenti che scelgono di studiare fuori dall’Italia sono infatti erroneamente considerati come "abbandoni scolastici" nelle rilevazioni meramente quantitative.
I dati Invalsi relativi alle classi quinte forniscono un’ulteriore prospettiva interessante: non solo le medie, ma anche la distribuzione degli studenti tra i vari livelli di apprendimento. Il Collegio Vescovile Pio X si distingue per una praticamente assenza di studenti nelle fasce di maggiore fragilità, una presenza superiore alla media nella fascia di eccellenza e una fascia intermedia ampia e stabile, a testimonianza di una solida capacità di consolidamento degli apprendimenti e di riduzione della dispersione scolastica.
“Questi dati, nel loro insieme, delineano un modello educativo che non punta sulla selezione iniziale, ma sulla crescita progressiva degli studenti”, conclude Laura Catella. “Un approccio esigente che non abbassa gli standard, ma investe nell'accompagnamento costante e nella responsabilità educativa. Eccellenza e inclusione non sono obiettivi contrapposti, ma sono due facce della stessa medaglia del nostro impegno formativo”.
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