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A Schio cresce il progetto digitale che racconta i luoghi di culto coinvolgendo giovani e anziani

“Ohappyday”, iniziativa nata in città, ottiene il sostegno del Comune e punta a rendere fruibile un patrimonio diffuso attraverso strumenti digitali e la partecipazione della comunità

La giunta comunale presenta l'iniziativa

La giunta comunale presenta l'iniziativa

Il progetto “Ohappyday”, sviluppato a Schio per valorizzare i luoghi di culto grazie a un sistema digitale accessibile e condiviso, entra in una nuova fase con il sostegno del Comune e di Visit Schio. L’obiettivo è rendere più leggibile un patrimonio ricco e radicato, trasformando chiese, oratori, capitelli e complessi religiosi in punti di racconto diffuso, capaci di connettere storia, identità e relazioni sociali.

In Italia i luoghi di culto sono oltre 60 mila; nel territorio scledense se ne contano circa 130, spesso parte del paesaggio quotidiano ma poco conosciuti. Proprio da questa presenza capillare è nata l’idea di costruire un percorso che restituisca a questi spazi anche la loro dimensione culturale e sociale, andando oltre la sola funzione religiosa.

Il funzionamento dell’iniziativa è semplice: grazie a contenuti multimediali e strumenti digitali, ogni luogo diventa un punto di scoperta accessibile in autonomia. Inquadrando un QR code dedicato, i visitatori possono approfondire storia, curiosità e trasformazioni degli edifici, oltre a partecipare a quiz che permetteranno di accumulare punti e, in futuro, accedere a premi offerti da realtà locali aderenti al progetto.

Accanto alla componente tecnologica, l’iniziativa valorizza il contributo delle persone. Giovani, anziani, volontari ed esperti sono chiamati a collaborare per raccogliere memorie e conoscenze, trasformandole in contenuti condivisi. La tecnologia diventa così un mezzo che facilita il dialogo tra generazioni e rafforza il senso di appartenenza.

«Parliamo di un patrimonio enorme, spesso dato per scontato – spiega l’ideatore del progetto, Luca Secco –. L’Italia conta decine di migliaia di luoghi di culto e Schio, da sola, ne raccoglie più di trenta, spesso poco o per nulla conosciuti. Il nostro obiettivo è rendere questo patrimonio leggibile e accessibile, utilizzando strumenti digitali semplici ma efficaci. Il valore aggiunto sta nel coinvolgimento delle persone: la tecnologia non sostituisce la relazione, ma la amplifica». I giovani, coinvolti anche tramite le scuole del territorio, saranno invitati a collaborare con gli anziani che custodiscono la memoria di questi luoghi, trasformando i loro racconti in materiali fruibili.

Il sostegno del Comune segna il passaggio da una sperimentazione a un percorso più ampio e stabile. L’Amministrazione considera il progetto un investimento sulla funzione sociale della cultura, intesa come strumento di partecipazione e dialogo. Sono già stati distribuiti i primi materiali informativi e una t-shirt dedicata alla promozione dell’iniziativa. Nei prossimi mesi saranno inoltre coinvolte le scuole superiori attraverso percorsi Pcto.

«Abbiamo scelto di sostenere questo progetto – sottolinea il vicesindaco Barbara Corzato – perché interpreta pienamente il nostro modo di intendere la cultura: aperta, partecipata e capace di generare comunità. È un’iniziativa che valorizza i luoghi di culto non solo come edifici, ma come spazi di relazione, memoria e identità». Corzato evidenzia anche l’intersezione naturale con la Romea Strata, il percorso europeo che promuove il patrimonio religioso come risorsa culturale e turistica.

Il progetto, conclude Secco, ha inoltre una prospettiva più ampia: «Non si ferma a Schio. Grazie a strumenti già collaudati, costi contenuti e una struttura flessibile, è esportabile ovunque. L’unico vero requisito è la partecipazione, perché la valorizzazione autentica nasce dal coinvolgimento delle comunità locali».

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