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26.01.2026 - 16:46
La noce di mare
Una piccola medusa nota come "noce di mare", il ctenoforo Mnemiopsis leidyi, sta emergendo come una delle principali minacce per la Laguna di Venezia, risultando addirittura più pericolosa del famigerato granchio blu.
Come riportato da Ansa, secondo uno studio congiunto dell’Università di Padova e dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs), pubblicato su Estuarine, Coastal and Shelf Science, questa specie invasiva è presente nel Mare Adriatico da quasi dieci anni e rappresenta un problema crescente per i pescatori, soprattutto nelle lagune.
Il pericolo ecologico deriverebbe dalla notevole adattabilità di Mnemiopsis leidyi e dai cambiamenti climatici, che favoriscono la sua proliferazione a scapito di altre specie lagunari. La ricerca mostra che il ctenoforo può sopravvivere in un ampio intervallo di temperature (10-32 °C) e salinità (10-34 PSU), con la capacità di generare veri e propri bloom in tarda primavera e tra fine estate e inizio autunno.
«Nonostante questa specie sia stata studiata in altre aree del mondo – spiega Filippo Piccardi, ricercatore dell’Università di Padova e primo autore dello studio – le informazioni sulle lagune mediterranee, caratterizzate da forte variabilità ambientale, sono limitate. La nostra ricerca rappresenta il primo monitoraggio integrato tra laboratorio e osservazioni sul campo della nicchia ecologica di Mnemiopsis leidyi nella Laguna di Venezia».
Secondo Valentina Tirelli, coautrice dello studio e ricercatrice dell’Ogs, i cambiamenti climatici potrebbero rendere le condizioni lagunari sempre più favorevoli alla specie, con aggregazioni sempre più numerose che rischiano di alterare gravemente l’equilibrio dell’ecosistema e compromettere le attività di pesca locali.
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