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Ex Safond, la Provincia di Vicenza frena: “Ambiente e acqua non sono negoziabili”

In Consiglio provinciale il presidente Nardin fa il punto sul progetto a Montecchio Precalcino

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Foto di repertorio

La Provincia di Vicenza ribadisce una linea improntata alla massima prudenza sul progetto di realizzazione di una piattaforma multifunzionale per il trattamento dei rifiuti nell’area ex Safond di Montecchio Precalcino. A fare chiarezza sullo stato del procedimento è stato il presidente Andrea Nardin, intervenuto in Consiglio provinciale per rispondere a una domanda di attualità presentata dai consiglieri di minoranza.

Nel corso della seduta, alla quale hanno assistito anche numerosi rappresentanti del comitato “Tuteliamo la Salute” e di altre associazioni impegnate nella difesa del territorio, Nardin ha illustrato l’iter in corso, sottolineando come la tutela ambientale e della risorsa idrica rappresenti una priorità assoluta per l’ente.

«L’attenzione che riserviamo all’area ex Safond non nasce oggi – ha spiegato il presidente – ma affonda le radici in una precisa cultura amministrativa, dimostrata con azioni concrete. Sul caso Miteni, uno dei più gravi episodi di contaminazione delle acque degli ultimi decenni, la Provincia si è costituita parte civile, collaborando con i comitati e le Mamme No Pfas fino ad arrivare a una sentenza storica». Un impegno, ha aggiunto Nardin, che si è tradotto anche in un confronto diretto con il Ministero dell’Ambiente sui limiti delle sostanze perfluoroalchiliche e che oggi viene applicato con lo stesso rigore al dossier ex Safond.

Il presidente ha inoltre ribadito l’importanza del dialogo con i cittadini e con le realtà associative: «Il confronto con i comitati è uno stimolo costante a mantenere alta l’attenzione. Così come il dialogo con la Regione e con tutti i soggetti coinvolti. La posizione della Provincia è netta: la protezione dell’ambiente e dell’acqua potabile non è oggetto di compromessi».

Sulla stessa linea anche il consigliere provinciale con delega all’Ambiente, Filippo Negro, che ha garantito la massima affidabilità delle strutture tecniche coinvolte: «Gli uffici provinciali e il Comitato Via sono composti da professionisti di altissimo livello, che stanno seguendo la procedura con grande scrupolo. La tutela dei corpi idrici e la sicurezza ambientale sono da sempre al centro dell’azione dell’ufficio Ambiente».

Dal punto di vista tecnico, l’ingegner Filippo Squarcina, dirigente dell’Area Tecnica provinciale, ha chiarito che al momento non è stata ancora programmata una nuova Conferenza dei Servizi. Nei giorni scorsi la società proponente ha trasmesso le integrazioni progettuali richieste a fine dicembre; la documentazione sarà ora inoltrata al Comune di Montecchio Precalcino, chiamato a esprimere il proprio parere.

Resta infine aperta la valutazione sull’eventuale sospensione dell’iter, anche in relazione alla definizione, da parte della Regione Veneto, delle aree di salvaguardia dei pozzi idropotabili. Un’ipotesi attualmente al vaglio degli uffici legali della Provincia, chiamati ad analizzare con attenzione gli aspetti giuridici e amministrativi per garantire decisioni solide e inattaccabili sotto il profilo dei possibili contenziosi.

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