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Cuore al centro: l’Ulss 5 Polesana cura l’insufficienza mitralica senza chirurgia tradizionale

Dopo il successo della TAVI per la stenosi aortica, l’ospedale di Rovigo introduce trattamenti mini-invasivi per la valvola mitrale, garantendo equità e rapidità di recupero

Cuore al centro: l’Ulss 5 Polesana cura l’insufficienza mitralica senza chirurgia tradizionale

Foto dell'equipe

L’Azienda Ulss 5 Polesana segna un nuovo passo avanti nella cura delle cardiopatie valvolari, ampliando le possibilità di trattamento per via percutanea, cioè senza chirurgia tradizionale. Dopo l’introduzione della procedura TAVI, che sostituisce la valvola aortica, ora anche l’insufficienza mitralica può essere trattata con interventi mini-invasivi, garantendo ai pazienti un percorso più rapido e sicuro direttamente a Rovigo.

La valvola mitrale regola il flusso sanguigno tra le camere del cuore, e quando non funziona correttamente provoca affaticamento, respiro corto, gonfiore alle gambe e aritmie. La procedura percutanea permette di correggere il difetto senza aprire il torace, offrendo un’alternativa fondamentale per chi non può affrontare la chirurgia tradizionale a causa di comorbidità.

“Si tratta di un modello di cura innovativo, che mette il paziente al centro e riduce la necessità di spostamenti verso centri più grandi – spiega il cardiologo Massimo Giordan – Questa modalità garantisce equità di trattamento per tutti i cittadini del territorio e consente un rapido ritorno alle attività quotidiane.”

L’intervento, eseguito da un’equipe multidisciplinare composta da cardiologi, anestesisti, ecocardiografisti e personale infermieristico specializzato, ha avuto esito positivo: la paziente ha ripreso già in serata le normali attività, confermando l’efficacia e la sicurezza del percorso mini-invasivo.

“Gli sforzi della nostra azienda sanitaria per garantire cure innovative, vicine ai cittadini e con standard elevati, stanno producendo risultati concreti – sottolinea il direttore sanitario Carla Destro – È un esempio di come l’eccellenza clinica possa convivere con l’accessibilità sul territorio.”

Il direttore generale Pietro Girardi aggiunge: “Nulla è più gratificante del vedere pazienti tornare rapidamente a una vita normale grazie all’impegno di tutto lo staff. Questo modello di cardiologia interventistica è destinato a diventare un riferimento anche per altre strutture regionali e nazionali.” 

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