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27.03.2026 - 11:44
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Le apnee ostruttive del sonno, disturbo respiratorio spesso sottovalutato che colpisce tra il 20 e il 30% degli adulti più anziani, rappresentano un rischio serio per la salute: aumentano la probabilità di ipertensione, problemi cardiovascolari, diabete e incidenti legati alla sonnolenza diurna. A Vittorio Veneto, la Pneumologia Territoriale ha sviluppato un modello innovativo di cura a domicilio che permette oggi di seguire 1.048 pazienti tramite dispositivi CPAP, che mantengono le vie aeree aperte durante il sonno.
Il vero elemento distintivo di questo approccio è il telemonitoraggio: grazie a sistemi digitali collegati ai dispositivi, i medici possono verificare da remoto l’aderenza e l’efficacia della terapia, intervenendo tempestivamente senza costringere i pazienti a recarsi in ospedale. Un ulteriore supporto è fornito dalla piattaforma regionale di telemedicina “Ticuro”, attiva nell’Ulss 2, che consente televisite, teleconsulti e teleassistenza infermieristica, integrandosi con le strategie del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
«Negli ultimi anni l’offerta terapeutica per le apnee del sonno si è evoluta profondamente – spiega il dr. Luigi Marino, responsabile della Pneumologia Territoriale –. Oggi possiamo garantire continuità assistenziale e ottimizzare la terapia anche da remoto, con benefici evidenti per i pazienti».
Il lavoro dell’équipe di Vittorio Veneto è stato riconosciuto a livello nazionale durante la nona edizione del Corso Nazionale OSAS, che ha riunito i principali esperti italiani del settore. Secondo il dr. Marino, il successo del progetto è frutto della collaborazione con la Direzione Medica del Presidio Ospedaliero, guidata dal dr. Michelangelo Salemi, e con le UOC di Pneumologia, che hanno costruito una rete clinica capace di garantire monitoraggio costante, appropriatezza prescrittiva e continuità assistenziale.
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