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Il villaggio maledetto che la storia voleva cancellare: il segreto di Irone

Nel borgo fantasma delle Giudicarie il tempo si è fermato al 1630

Il villaggio maledetto che la storia voleva cancellare: il segreto di Irone

Irone

Esistono luoghi che la geografia ha dimenticato, ma che la memoria non riesce a lasciare in pace. Uno di questi è Irone, un borgo medievale aggrappato alle pendici del monte Casale, dove il silenzio non è assenza di rumore, ma un peso che schiaccia il petto. Qui, tra vicoli stretti e portali di granito, non si sente un vagito o una voce umana da quasi quattro secoli.

L'estate della polvere e del sangue

Tutto ebbe inizio nel 1630. Mentre il resto d'Europa bruciava sotto i colpi della Guerra dei Trent'anni, un nemico invisibile risaliva le valli del Trentino: la peste manzoniana. Irone, all'epoca un centro vivace e popolato, divenne una trappola mortale.

Secondo le cronache dell'epoca, il contagio fu così fulmineo e brutale che non rimase nessuno nemmeno per seppellire i morti. In poche settimane, le urla agonizzanti si spensero, lasciando il posto a un vuoto agghiacciante. Chi riuscì a sopravvivere fuggì verso la vicina villa di Coltura, giurando di non rimettere mai più piede in quelle strade "possedute dal male".

Il paese che si rifiuta di morire

A differenza di altri borghi abbandonati, Irone non è crollato. È rimasto congelato. Camminando oggi tra le sue rovine, la sensazione è quella di essere osservati da dietro le imposte marce.

Le fontane di pietra sono ancora lì, ma l'acqua sembra non scorrere più come altrove.

Le stalle conservano ancora l'odore di polvere e di un passato bruscamente interrotto.

Nessuno ha mai avuto il coraggio di demolire o ricostruire seriamente: una sorta di timore reverenziale – o superstizione – ha protetto il sito dai bulldozer del progresso.

Fenomeni inspiegabili: le luci tra le rovine

Ancora oggi, gli escursionisti che si avventurano nei pressi di Irone al crepuscolo riferiscono di strani fenomeni. C'è chi giura di aver visto ombre muoversi agilmente tra i fienili e chi parla di inspiegabili cali di temperatura improvvisi, anche in piena estate.

È solo suggestione legata alla triste storia della "Morte Nera" o Irone conserva davvero un' energia negativa residua? Il borgo fantasma resta lì, un monumento al dolore rimasto intatto nel tempo, pronto a ricordare a chiunque passi che ci sono ferite che nemmeno i secoli possono rimarginare.

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