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10.02.2026 - 13:45
Giovanni Battista Zannoni, presidente del Comitato Provinciale di Padova dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD)
In occasione della cerimonia per il Giorno del Ricordo, Giovanni Battista Zannoni, presidente del Comitato Provinciale di Padova dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), ha aperto la commemorazione con un toccante discorso in cui ha ribadito l'importanza di non dimenticare le drammatiche vicende che coinvolsero migliaia di italiani della Venezia Giulia, dell'Istria e della Dalmazia, durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Zannoni ha richiamato alla memoria le violenze perpetrate tra il 1943 e il 1947, periodo che vide l'esodo forzato di quasi 350 mila italiani, che dovettero abbandonare le loro terre natali, vivendo in condizioni difficili e spesso senza poter essere riconosciuti come cittadini a pieno titolo. "Queste vicende sono parte della storia degli italiani, al pari di tante altre dolorose esperienze vissute dal nostro popolo in quegli anni," ha affermato Zannoni.
Durante il suo intervento, il presidente ha ricordato anche le scadenze storiche che quest'anno ricorrono, come gli 80 anni dal referendum istituzionale del 2 giugno 1946, che sancì la nascita della Repubblica Italiana, ma che escluse una vasta parte della popolazione italiana, tra cui molti dei giuliano-dalmati e degli esuli. "L'Italia ha visto il suo popolo rappresentato per la prima volta in modo completo, ma molti degli esuli giuliano-dalmati, che avevano già dovuto abbandonare le loro terre, furono privati di questo diritto," ha continuato Zannoni, citando le parole di Vittorio Emanuele Orlando, presidente protempore dell'assemblea costituente, che sottolineava l’assenza nelle urne di chi, nonostante fosse italiano, non aveva potuto partecipare a quel fondamentale passaggio storico.
Zannoni ha anche ricordato la tragica strage di Vergarolla, che si celebrerà a breve con gli 80 anni dall'esplosione delle mine, che uccisero più di 80 italiani, un evento che, purtroppo, continua a essere trascurato nella memoria collettiva del Paese. "La strage di Vergarolla è uno degli attentati più gravi della storia repubblicana, ma a distanza di decenni, la morte di oltre 80 italiani in un'occasione di festa stenta ancora a trovare spazio nella memoria nazionale," ha sottolineato Zannoni.
Un altro punto centrale del discorso è stato l’appello alla verità storica e al riconoscimento delle sofferenze degli esuli, che per anni sono stati visti come colpevoli, accusati di complicità con il regime fascista, un'inaccettabile distorsione della realtà che ha negato loro il giusto riconoscimento. “Il Giorno del Ricordo ha avuto il merito di restituire verità a queste vittime e al dolore dei loro familiari,” ha dichiarato Zannoni, citando il Presidente Mattarella, che più volte ha sottolineato l'importanza di non lasciare che simili tragedie vengano rimosse dalla memoria collettiva.
Concludendo il suo intervento, Zannoni ha ribadito l’importanza di mantenere viva la memoria storica, affinché i tragici eventi del passato non si ripetano mai più. “Il ricordo deve essere fecondo, deve produrre anticorpi, per garantire che simili lacerazioni crudeli nei confronti della libertà, dei diritti umani e della convivenza non appartengano mai più al nostro presente," ha concluso Zannoni, esortando tutti a non dimenticare e a continuare a lottare per il riconoscimento di quei tragici eventi che hanno segnato la vita di intere generazioni di italiani.
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