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AMBIENTE E TERRITORIO
11.02.2026 - 07:03
Nata dall’esperienza di un gruppo di giovani attivi nei Fridays for Future di Castelfranco Veneto, Plant prende forma circa sei anni fa come risposta a un’esigenza precisa: affiancare alla protesta un’azione concreta, radicata nel territorio e nella vita quotidiana delle persone.
«I ragazzi che avevano a cuore il tema ambientale volevano distaccarsi dall’approccio principalmente di protesta di Fridays for Future e concentrarsi sul territorio locale della Castellana», spiegano dall’associazione, «cercando di apportare un cambiamento tramite attività anche pratiche».
La scelta di strutturarsi come associazione iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore ha rappresentato un momento di svolta per il gruppo. «Fondare un’associazione iscritta al RUNTS dà più libertà e autonomia di operare dal punto di vista legale», sottolineano. Una scelta che ha permesso all’associazione di dialogare in modo più efficace con enti e istituzioni, rafforzando la propria presenza sul territorio.
Il nome originario, Plant Enlightenment, racchiudeva fin da subito la missione del progetto. Ispirato al concetto di “plant blindness”, faceva riferimento a una forma di cecità che ci porta a non riconoscere le piante come elementi fondamentali dell’ecosistema, riducendole a un indistinto verde. «Questo concetto, se inteso filosoficamente, si può allargare al senso di cecità che la storia umana ha avuto nei confronti della natura», spiegano i membri dell’associazione. «Noi avevamo scelto di “illuminare” questa cecità, con la speranza di spostare lo sguardo di più persone possibili sull’ambiente».
Oggi l’associazione ha scelto di chiamarsi semplicemente Plant. «Tutti ormai ci chiamavano così, anche noi stessi, e abbiamo deciso di sfruttare l’inerzia di questo processo per facilitarne l’immediatezza».
La specificità del gruppo? Agire nel piccolo, sul territorio, senza perdere di vista l’obiettivo di un cambiamento più ampio. «Di associazioni di questo tipo ce ne sono forse troppo poche, anche tra i giovani», osservano. L’impegno di Plant si concentra sul “fare comunità”, creando occasioni di incontro e dialogo: «Per noi è importante avvicinare le persone del nostro territorio a una cultura di rispetto dell’ambiente, in un clima possibilmente leggero e di condivisione pacifica». Piantumazioni, banchetti informativi, pranzi e cene plant based diventano così strumenti per promuovere un cambiamento quotidiano, con la speranza rivolta a un cambiamento globale.
Tra le iniziative più significative degli ultimi anni, l’associazione ricorda con particolare orgoglio il dibattito sulla sostenibilità organizzato lo scorso anno a Trevignano in collaborazione con il collettivo Trevi4All. Tre tavoli di confronto – moda sostenibile, alimentazione e cambiamento climatico – hanno coinvolto persone di tutte le età. «I partecipanti hanno messo insieme le loro idee su cosa significhi provare ad agire per una vita più sostenibile», raccontano. Il tutto accompagnato da cibo plant based preparato per l’occasione, con tanto di ricettario regalato ai presenti.
Sul territorio, Plant ha preso parte all’iniziativa “Castelfranco in gioco”, una giornata di giochi all’interno delle mura cittadine, con laboratori pensati per avvicinare i più piccoli al tema della cura dell’ambiente e favorire al tempo stesso il dialogo con i genitori. A dicembre scorso, Plant ha partecipato inoltre a una conferenza organizzata da Coop sull’alimentazione responsabile, con due interventi dedicati al rapporto tra scelte alimentari e impatto ambientale.
Non sono mancati momenti di convivialità, come “Ferra-veg-osto”, la grigliata 100% plant based organizzata l’estate scorsa a Tezze sul Brenta: «un’esperienza di convivialità e di unione, che dimostra come il cibo possa diventare un simbolo di cambiamento».
Plant partecipa e sostiene anche iniziative di altre realtà locali, come la cooperativa Campoverde di Castelfranco Veneto, in particolare per progetti di piantumazione.
Il riscontro dal territorio è complessivamente positivo. «Abbiamo ricevuto risposte positive sia da Castelfranco che dalle zone limitrofe», spiegano. Guardando al 2026, sono già state avviate collaborazioni con i comuni di Trevignano e Riese Pio X. Restano però alcune difficoltà: «Talvolta è difficile riscuotere partecipazione, perché i temi ambientali non vengono ancora considerati seriamente». Ma al tempo stesso guardano con fiducia al futuro: «Osserviamo un riscontro positivo dalla collettività, che speriamo possa crescere sempre di più attraverso nuove collaborazioni, nuovi membri e una partecipazione più ampia».
Giulia Turato
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