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La storia del Cavaliere senza pace: l'ombra di Cristoforo a Castel Belfort

La maledizione del nobile impazzito che non ha mai abbandonato la sua fortezza a Spormaggiore

La storia del Cavaliere senza pace: l'ombra di Cristoforo a Castel Belfort

Castel Belfort

Ci sono ferite che nemmeno otto secoli di storia possono rimarginare. Castel Belfort, con le sue maestose mura prive di tetto che dominano la piana di Mezzolombardo, non è solo un gioiello architettonico. Per chi vive all'ombra delle sue rovine, è una prigione di pietra che custodisce un’anima tormentata: quella di Cristoforo Altspaur.

La discesa nella follia

La storia di Castel Belfort è legata a doppio filo al destino tragico del suo signore più celebre. Cristoforo non fu un eroe da leggenda, ma un uomo consumato da un male oscuro: la paranoia. Convinto di essere circondato da traditori e ossessionato dal timore che qualcuno volesse rubargli il castello, il nobile trascorse gli ultimi anni della sua vita in uno stato di isolamento violento e delirante.

Si dice che le sue grida di rabbia scuotessero le torri e che la sua crudeltà verso chiunque osasse avvicinarsi fosse leggendaria. Alla sua morte, la leggenda vuole che il suo spirito non sia mai "uscito" dal castello, rimanendo incatenato a quelle mura che aveva cercato disperatamente di difendere dai nemici immaginari.

Segnalazioni dall'abisso: "Ho sentito un respiro"

Nonostante oggi il castello sia una meta amata dagli escursionisti, il clima cambia radicalmente quando il sole cala dietro le cime del Brenta. Le testimonianze raccolte negli anni parlano di fenomeni che la scienza fatica a spiegare:

  • Passi ferrati: Molti giurano di aver sentito il rumore di stivali pesanti calpestare l'erba del cortile interno, anche quando il sito era deserto.

  • Sospiri nelle segrete: Chi si è avventurato nei sotterranei riferisce di improvvise correnti d'aria gelida e di un respiro affannoso proprio alle proprie spalle.

  • Luci spettrali: Dalle finestre vuote del piano nobile, alcuni abitanti di Spormaggiore dicono di aver visto tremolare deboli luci, come se una torcia invisibile stesse ancora percorrendo le stanze del maniero.

Il custode eterno

A differenza di altri castelli dove i fantasmi sono figure eteree e malinconiche, quello di Belfort è descritto come una presenza minacciosa e pesante. Come se il cavaliere Cristoforo considerasse ancora ogni visitatore un intruso da scacciare.

Se decidete di visitare le rovine, godetevi la vista mozzafiato, ma un consiglio è d'obbligo: lasciate il castello prima del crepuscolo. Perché tra quelle pietre centenarie, il padrone di casa non ha mai smesso di fare la guardia.

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