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Pellegrini in crescita record al Santo: nel Giubileo triplicate le presenze a Padova

Oltre 150mila fedeli e più di 3.300 pellegrinaggi nel 2025. La Basilica di Sant’Antonio si conferma crocevia mondiale di fede e speranza

Pellegrini in crescita record al Santo: nel Giubileo triplicate le presenze a Padova

Foto di repertorio

Il Giubileo della speranza ha lasciato un segno profondo anche all'ombra delle cupole della Basilica di Sant'Antonio. Nel 2025 i pellegrinaggi organizzati giunti al Santo sono più che triplicati rispetto all'anno precedente, trasformando il santuario antoniano in una delle mete spirituali più frequentate d'Europa e del mondo.

I numeri, registrati come da tradizione dalla sacrestia della Basilica in vista della Solennità della Traslazione delle reliquie di Sant'Antonio — la popolare Festa della Lingua, in programma il 15 febbraio — parlano chiaro, pur restando parziali e per difetto: dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025 sono stati censiti 3.316 pellegrinaggi organizzati, per un totale di 152.291 devoti. Un balzo netto rispetto al 2024, quando i pellegrinaggi erano stati 1.097.

A trainare la crescita è soprattutto l'afflusso dall'estero. Dei pellegrini registrati, ben 129.229 appartenevano a 2.818 gruppi stranieri provenienti da oltre 82 Paesi. I gruppi italiani sono stati 498, per complessive 23.062 persone. Il confronto con l'anno precedente rende evidente l'effetto Giubileo: nel 2024 i gruppi stranieri erano stati 877, provenienti da 51 nazioni.

La Polonia si conferma il Paese più rappresentato, con quasi 45mila pellegrini suddivisi in 867 gruppi, un dato praticamente quadruplicato in dodici mesi. Seguono gli Stati Uniti, in forte crescita anche sull'onda dell'elezione del primo papa statunitense della storia, con oltre 12mila fedeli, quindi la Croazia, legata alla figura del venerabile Placido Cortese. Tra le novità spiccano India e Ucraina, quest'ultima con numeri in deciso aumento nonostante il perdurare del conflitto.

Crescono in particolare i pellegrinaggi europei, ma aumentano anche quelli provenienti da Asia, Medio Oriente, Americhe, Africa e Oceania. Non sono mancati gruppi arrivati da Paesi segnati da guerre o gravi tensioni interne, dalla Ucraina al Congo, dalla Nigeria all'area israelo-palestinese: una geografia del dolore che trova al Santo un luogo di preghiera e affidamento.

Anche sul fronte italiano il movimento spirituale è stato intenso. I pellegrinaggi registrati hanno coinvolto 18 regioni su 20, con il Veneto in testa, seguito da Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio e Campania. I mesi di primavera e inizio estate hanno concentrato il maggior numero di arrivi, secondo una tradizione ormai consolidata.

Crescono parallelamente le celebrazioni liturgiche: nel 2025 in Basilica sono state celebrate 14.858 messe, con quasi 380mila comunioni distribuite, in aumento significativo rispetto all'anno precedente. Numerosi anche i vescovi, cardinali e prelati provenienti da ogni continente che hanno presieduto le celebrazioni.

La devozione passa anche dalla Cappella delle Reliquie, attraversata da oltre 1,17 milioni di persone nel corso dell'anno, e dal mondo digitale: aumentano i fedeli che seguono le celebrazioni in streaming e sui social, con oltre mezzo milione di follower sulle pagine ufficiali dedicate al Santo.

A leggere i dati come una chiave di senso è il rettore della Basilica, padre Antonio Ramina: «L'anno giubilare conferma il volto universale della devozione antoniana. Attorno a Sant'Antonio si manifestano segni di incontro e di accoglienza, mentre il mondo sembra segnato da divisioni e guerre. Le persone che cercano pace sono tantissime, forse più silenziose, ma reali».

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